Manolo Blahnik, l’arte di fare scarpe. A Palazzo Morando di Milano

Manolo Blahnik, stilista di scarpe, diventate veri e propri oggetti di culto, è in mostra a Milano con una retrospettiva che è stata inaugurata a Palazzo Morando il 26 gennaio e rimarrà aperta sino al 9 aprile 2017. Dopo Milano, la mostra approderà all’Hermitage di San Pietroburgo e poi a Praga, a Madrid e in Canada.

Mostra promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Arthemisia a Palazzo Morando – consentirà ai visitatori di perdersi nel mondo dello stilista spagnolo. Dall’archivio privato che conta oltre 30.000 modelli, lo stilista e la curatrice Cristina Carrillo de Albornoz, dopo due anni di lavoro hanno selezionato 212 scarpe suddivise tra sei sezioni e 80 disegni. In esposizione anche le calzature disegnate appositamente per film del 2006, Maria Antoinette di Sophia Coppola, indossate da Kirsten Dunst e al centro di una scena cult.

Una mostra incentrata non solo sui 45 anni di carriera di Blahnik, ma anche sul profondo rapporto che lo lega alla Lombardia, tra influenze artistiche, tradizione artigianale e produzione.

Sono le tanto agognate, bramate, iconiche calzature dalla forte personalità, vero e proprio status-symbol mondiale, grazie anche alla serie “Sex and the city”, dai prezzi spesso proibitivi, alcune talmente lussuose da essere senza prezzo. In proposito rimarrà nella storia un paio di stivali con perle vere, pelle di coccodrillo e visone.

Note tra le fashion-victims e non solo, semplicemente come “Le Manolo”, sono create, prodotte in due storici distretti calzaturieri insubri, quello di Parabiago e quello di Vigevano.

Ed è anche la storia di una feroce stroncatura iniziale, quella proprio di Blahnik che a un certo punto s’interseca con quella di tante aziende in crisi nei due storici distretti produttivi, che negli anni hanno saputo mutare pelle, seguendo il corso dei mercati. Storiche aziende che hanno perso il loro marchio, ma con il loro know-how si sono riciclate, andando a fare quello che in termine tecnico è il terzista, ovvero andando a produrre per i grandi colossi del lusso.

Manolo Blahnik, spagnolo classe 1942, è nato a Santa Cruz della Palmas, nelle isole Canarie, da padre proveniente dalla Boemia, e da madre spagnola.

Si laurea in letteratura a Ginevra nel 1965, per poi proseguire gli studi, seguendo la sua inclinazione artistica prima a Parigi e poi a Londra con l’intenzione di diventare scenografo, ammaliato dai film di Luchino Visconti e in particolare dei costumi di scena.

Nel 1971, tramite degli amici newyorkesi, riuscì a sottoporre i suoi bozzetti a Diana Vreeland, l’allora caporedattrice di American Vogue. Non ebbe un parere positivo sui costumi e sui bozzetti in generale, anzi, ma la Vreeland rimase affascinata dalle calzature consigliandolo di continuare su quella strada.

Così l’anno dopo a Londra, grazie all’incontro con lo stilista inglese Ossie Clark, realizzò quasi per scherzo la sua prima collezione. Passò alla storia la realizzazione di una scarpa in cui impiegò 118 centimetri di crepe di seta, su un tacco da 18 centimetri dal forte impatto scenico, ma non della miglior fattura anche per via dell’altezza. Le modelle caracollavano sui tacchi in maniera insicura, ottenendo però una forte carica sensuale, e diede il via al successo di Blahnik con il suo motto “You put high heels on, and you change”. Indossi i tacchi alti, e la tua vita cambia.

Lo stilista spagnolo con Clark, disegnò anche la scarpa adornata di ciliegie, che ancora oggi, è uno tra i suoi best seller.

Il successo planetario del brand è cresciuto poi in maniera esponenziale esplodendo su scala mondiale con telefilm “Sex and the city”, in onda dal 1998 al 2004.

Nonostante lo stilista abbia candidamente dichiarato alla stampa di non aver mai visto una puntata della serie TV. Il modello denominato “Pump Hangisi blu” indossate dalla protagonista Carrie (Sarah Jessica Parker) nel giorno del suo matrimonio, rientrano senza dubbio tra le scarpe più famose del cinema e della televisione. Serie tv che era ed è talmente identificata nelle scarpe di Blahnik, ma non solo, al punto di venire rinominata “Shoe and the city”.

E di “shoe’s city” vere in Insubria ce ne sono due, Parabiago e Vigevano, che hanno veramente fatto la storia del settore. E dove poteva venire a produrre Manolo Blanhnik se non qui?

L’unico posto al mondo dove il suo stile prorompente, colorato, a tratti rococò con forti richiami al XVIII e XIV secolo, poteva trovare uno sbocco non solo artistico ma anche imprenditoriale.

Blahnik da ormai oltre trent’anni fa produrre le sue scarpe-gioiello, proprio qui: a Vigevano presso i calzaturifici Cesare Martinoli-Caimar e Re Marcello, mentre a Parabiago è la Cleo Bottier, a occuparsi dei suoi prodotti.

Tutto passa prima dalle mani di Blahnik dalla pelle, alla suola, alla forma, al tacco, lo stilista segue ogni particolare facendo la spola da Londra dove ha la sua base creativa, poi è l’esperienza e la capacità delle aziende di Parabiago e Vigevano, a tradurre in pratica le sue idee.

Trovare il giusto connubio tra arte, eccentricità, portabilità con tacchi altissimi e comodità è proprio opera loro.

Si parte con una media di 300 prototipi a stagione, dei quali ne vanno in produzione non più di 100, con alcuni modelli fissi ma che variano di colore, come l’iconica décolleté “Tuccio”, un must che resiste a ogni stagione, e che prende forma attraverso una cinquantina di passaggi condotti ancora per la maggior parte a livello artigianale.

Un giro di affari che, secondo fonti industriali locali, non si discosta molto da 60 milioni di euro l’anno, in pratica, 300mila paia che escono dalle fabbriche a un prezzo medio di 230 euro, più che raddoppiato a livello di negozi.

Sia a Vigevano come a Parabiago, Blahnik è di casa, con passaggi nella bellissima piazza Ducale vigevanese, dove ama sostare nei bar dei portici a gustarsi un gelato e allo storico museo della scarpa.

Parabiago, il 7 aprile 2016, lo ha fatto cittadino onorario con la motivazione: “Persona che ha saputo mantenere nel tempo l’energia giusta per dare ulteriore prestigio alla Città di Parabiago come eccellenza mondiale nel settore calzaturiero, oltre a creare un indotto notevole e opportunità di lavoro per molti cittadini.”

PALAZZO MORANDO

Via Sant’Andrea, 6 – 20121 Milano

MM1 San Babila – MM3 Montenapoleone

Tram 1-2 / Bus 94

Orari Mostra:

martedì – domenica, 9-13 e 14-17.30

ultimo ingresso ore 16.30

Per tutta la durata della mostra “MANOLO BLAHNIK. The Art of Shoes” (26 gennaio – 9 aprile 2017), il biglietto subirà una variazione di costi:

– ingresso martedì – domenica > Mostra + Museo: 10 euro intero; 8 euro ridotto;

– prima domenica del mese > Museo + Mostra: 6 euro (tariffa unica);

– martedì dalle ore 14 Mostra + Museo: 6 euro (tariffa unica);

– da martedì’ a domenica nell’ultima ora di apertura della biglietteria Mostra + Museo: 6 euro (tariffa unica).

Pubblicato su: www.labissa.com 

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