LA FUNIVIA DI PIGRA, VA INCONTRO AL TURISMO

Quante volte passando per la statale Regina, sul lago di Como, dopo la doppia curva che porta fuori da Argegno, ci s’imbatte con lo sguardo con la “struttura”, invero un po’ nascosta, della funivia che consente di raggiungere Pigra, nome che ispira curiosità e che di suo invita già alla vacanza e al relax.

In realtà la funivia che porta a Pigra e in Val d’Intelvi, non è ben segnalata ovunque. Non è pubblicizzata e incredibile a dirsi, nell’era della comunicazione di massa e con la connessione h24, è anche difficile trovare notizie sul web.

Forse per la natura e l’importanza di quest’opera, inizialmente non solo turistica, in quanto opera destinata a essere il cordone ombelicale fra Pigra, paesino di montagna un po’ isolato, e la riva del lago, dove c’è la possibilità di raggiungere Como o Bellagio tramite i battelli della navigazione in partenza da Argegno. Una soluzione che evita una strada bella ma tortuosa e trafficata per arrivare in vetta.

E’ poco conosciuta e sfruttata, ed è un vero peccato, perchè è tra le attrazioni che regalano una vista, un paesaggio unico e incredibile del lago Como, sulle Prealpi, sulla catena alpina, in particolare sulla Grigna lecchese, con la vista a picco su Argegno, Lezzeno, Nesso, Brienno, l’Isola Comacina e la punta di Lenno.

La Funivia rientra in quelle denominate a Va e Vieni (funivia bifune), su cui viaggiano due cabine da 12 posti ciascuna, collega il lago da Argegno al borgo di Pigra, meno di 300 abitanti, posto a 881 metri di altezza. Partenza ogni mezz’ora, per un percorso molto suggestivo, che si compie in poco più di quattro minuti, a coprire un dislivello di 653 metri, con una pendenza media del 71%, raggiungendo picchi del 95%. Unico impianto in tutto il comprensorio intelvese e una delle poche strutture attive in tutto il territorio lariano.

Ha una storia che risale al periodo della Bella Epoque e delle prime innovazioni tecnologiche. Già nel 1913 si era pensato a un sistema funiviario per collegare il piccolo centro urbano di Pigra che aveva una posizione invidiabile e un clima rigenerante, ma era difficilmente raggiungibile. Problemi vari, rinvii per le scoppio di due guerre mondiali, si arrivò così agli anni 70.

Il 23 maggio del 1971, grazie all’impegno del senatore Lorenzo Spallino e dei due sindaci Rocco Peduzzi e Dante Rosati, s’inaugurò finalmente l’impianto.

Il 20 maggio 2010 a causa dell’impossibilità di effettuare i necessari lavori di manutenzione per mancanza di fondi, il Ministero dei Trasporti ne decretò la chiusura. Ma una forte e decisa iniziativa popolare impose la riapertura dell’impianto e sbloccò l’arrivo dei finanziamenti.

La maggior parte dei finanziamenti giunse dalla Regione che mise sul piatto un contributo pari all’80% per cento dell’opera e poi la provincia con il 15% per cento. Al resto pensarono i Comuni, la comunità montana e alcuni enti privati e pubblici che resero possibile la riapertura, avvenuta il 16 giugno 2011.

Con l’arrivo della bella stagione la Funivia Argeno-Pigra, si rivolge anche ai turisti che affollano il lago e rende più fruibile l’impianto di risalita, introducendo nuovi orari per rispondere alle esigenze dei villeggianti.

Diventa a tempo pieno, niente più pausa pranzo, anche domenica e festivi e fino alla chiusura delle scuole, dalle 9 alle 19. Durante la stagione turistica estiva l’ultima corsa sarà invece prolungata fino alle 21, per godersi al meglio lo spettacolo del lago di sera. L’orario continuato è stato sperimentato, per la prima volta con successo la scorsa estate ed è stato riproposto poi nei giorni di Pasqua e Pasquetta e ha permesso di trasportare in Valle centinaia di passeggeri, dando un ulteriore impulso al turismo locale. Nel 2015, furono 42.452 i tagliandi emessi tra pendolari e turisti, che hanno utilizzato l’impianto.

Lo scorso anno (2016) solo tra il mese di luglio e quello di agosto, durante l’apertura prolungata fino alle 21.00, i biglietti staccati sono arrivati a sfiorare i 25 mila con una media giornaliera di 400 passeggeri saliti a Pigra. La giornata di punta è stata, come da copione, quella di Ferragosto con 827 passeggeri, preceduta dalla giornata della vigilia ferragostana con solo tre tagliandi staccati in meno.

Pigra è un borgo piccolo ma ricco di storia, strategico con una posizione dominante sul lago, fu possedimento dei Visconti nel XIV, feudo dei Rusconi nel XV sec., poi finì sotto il dominio di Giacomo de’ Medici (il Medeghino).

Conserva la chiesa parrocchiale di Santa Margherita edificata intorno alla metà del XVI secolo, l’oratorio di San Rocco, circondato da dimore con raffinate decorazioni settecentesche a stucco, e conserva ancora Al Cason, la grande casa dove ha sede la locale Società Operaia fondata nel 1877, una delle prime Società di Mutuo Soccorso, dove Giuseppe Garibaldi era socio onorario. L’edificio, oggi un museo, era il cuore del paese, al piano terra c’era la latteria, al primo piano la sala per il teatro e le riunioni, al secondo piano l’asilo, le scuole e l’archivio del paese.

Da Pigra si entra poi nel cuore della Val d’Intelvi, tra le sue montagne, i boschi, i sentieri che conducono anche al Lago di Lugano. Panorami sorprendenti alla portata di tutti, che si possono ammirare visitando l’Alpe d’Ossuccio (1306 mt), l’Alpe di Ponna, la Baita di Orimento, il Sasso Gordona, l’Alpe di Sala, l’Alpe di Colonno (1322 mt), il Rifugio Venini (1576 mt), un punto panoramico di assoluto rilievo con vista su Bellagio e i due rami del lago.

Strade militari in disuso e sentieri battuti dai turisti per le passeggiate a piedi o in mountain-bike, verso il Monte Galbiga dove si trova un osservatorio astronomico e il Tellero, ammirando paesaggi mozzafiato per natura e storia anche molto antica; possono essere rinvenuti fossili, selci, rocce e graniti. Con l’assistenza di speleologi si può prenotare la visita guidata della “caverna dell’orso preistorico” e altro ancora.  Sono visitabili le trincee e le fortificazioni della “linea Cadorna”, con le postazioni di artiglieria sul Monte Tremezzo. Il territorio inoltre è costellato da chiese, piccoli santuari, oratori che nascondono opere d’arte.

Percorrendo questi itinerari si può sostare e pranzare nei vari rifugi presenti, dove gustare e comprare il latte, i formaggi e gli altri prodotti caseari, preparati negli alpeggi vicini.

Foto per gentile concessione di:Lory Inganni

 

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