Valerio Massimo Manfredi al Premio Chiara

Ho conosciuto Valerio Massimo Manfredi molto tempo fa, leggendo i suoi libri e ascoltando i suoi racconti.

L’archeologia è stata il mio primo amore, nato da un libro sul Museo egizio di Torino quando avevo poco più di sei anni e mai finito.

Ricordo che ebbi il piacere di ascoltare Manfredi a Firenze durante un congresso di “Archeologia Viva” e devo dire che restai incantata dal suo modo di proporre i fatti, preciso, ma semplice e chiaro.

L’ho rivisto poi l’anno scorso a Casteggio dove tenne una lectio magistralis su Le sette meraviglie del mondo, ne parlava in un modo così intenso, da quasi far rivivere quei monumenti così ingegnose e mirabili come se fossero ancora presenti in tutta la loro bellezza.

Quindi posso solo essere felice del premio alla carriera ricevuto ieri a Luino.

Ieri a Luino, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, era protagonista la Storia con la maiuscola, raccontata da Valerio Massimo Manfredi, cui l’Associazione Amici di Piero ha conferito il Premio Chiara alla Carriera per la grande capacità di “unire un incredibile talento narrativo a una precisa rappresentazione storica” come dice la motivazione ufficiale letta dal presidente Romano Oldrini.

La serata di domenica 15 ottobre, che si è tenuta al teatro sociale di Luino nel contesto degli eventi del Festival del racconto, si è aperta con il ricordo dell’autore per la sua famiglia, protagonista di Otel Bruni, un indimenticabile romanzo, uscito nel 2012 per Mondadori, che “raccoglie i ricordi di famiglia”;

Poi Manfredi è passato a ricordare quando negli anni Ottanta l’editore Malipiero offrì al suo nuovo autore di punta la possibilità di scrivere una storia di sole 150 pagine e che affrontava il tema della battaglia delle Termopili, dove a resistere erano in 300, come dice la storia, ma alla fine lì si trovarono solo i cadaveri di 298 guerrieri, “Perché due si erano salvati. E da qui il romanzo Lo scudo di Talos.”

Il Teatro Sociale ha vissuto una lectio magistralis di un’ora davvero emozionante, con un viaggio di duemilacinquecento anni partendo dallo storico ateniese del V a. C. Tucidide fino ai giorni nostri, come la conferma di come il riconoscimento sia entrato direttamente nell’olimpo dei premi letterari italiani.

Archeologo con una specializzazione in topografia antica, autore di saggi e articoli per riviste del settore, Manfredi è noto al grande pubblico grazie alla capacità davvero rara di unire rigore scientifico, capacità divulgativa e passione per una materia molto spesso davvero considerata difficile e lontana “La mia passione per la storia è iniziata alle elementari, dalle letture della maestra, è proseguita alle medie e poi al liceo, dove mi è stata insegnata come materia viva piena di bellezza”.

Lo scrittore alla fine ha detto “La letteratura può ricreare la vita, la storia no” come dimostrano i suoi romanzi, tra cui Lo scudo di Talos, Le Paludi di Hesperia, la trilogia Alexandros tradotta in trentanove Paesi, Teotoburgo e L’ultima legione, dove cita anche il lago Maggiore al tempo dei Romani, come ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini consegnandogli un premio che è davvero tra i più azzeccati nella storia quasi trentennale del Premio Chiara alla Carriera.

 

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