Villa Manzoni a Lecco

villamanzoni

Don Lisander amava questa villa, a Lecco, e sicuramente la veduta di cui godeva ispirò il famoso incipit “ quel ramo del lago di Como…..” che l’ha reso famoso nel mondo.

Villa Manzoni, un edificio neoclassico situato a Lecco nel quartiere Caleotto, fu la casa di famiglia dei Manzoni per quasi due secoli ed era parte delle vaste proprietà immobiliari possedute da Alessandro Manzoni nel territorio di Lecco.

La villa ha una facciata scandita da modanature in arenaria, mentre un ampio portone immette nel cortile centrale, circondato da un portico con serliane e pilastri anch’essi in arenaria.

Adiacente all’edificio un parco, più piccolo di quello di un tempo, da cui si accedeva al fondo agricolo coltivato a viti e a gelsi.

Il primo dei Manzoni che abitò nella casa del Caleotto era il quadrisavolo dello scrittore, Giacomo Maria, come dimostra un documento del 15 agosto 1621, che accumulò un ingente patrimonio costituito da fucine, opifici, altiforni per la lavorazione del ferro, diventando il maggiore imprenditore siderurgico del Ducato di Milano, oltre ad essere un signorotto potente e prepotente circondato da Bravi.

In quel periodo l’importanza della siderurgia lecchese era fondamentale poichè il governo degli Spagnoli vi faceva affidamento per armare il proprio esercito.

Dopo Giacomo Maria, tutti gli antenati di Alessandro vissero nella villa.

Verso la seconda metà del Settecento, con il calo del mercato del ferro la famiglia Manzoni indirizzò i suoi investimenti verso la rendita fondiaria. Il padre dello scrittore, Don Pietro Antonio, nacque nella villa il 2 luglio 1736.

Con gli anni Don Pietro proseguì il lavoro di ristrutturazione, dell’edificio iniziato da suo padre con una serie di decorazioni classicheggianti che denotavano il suo interesse per l’antiquariato, lo studio erudito dell’archeologia e della storia.

Dalle stanze della villa e grazie alle lunghe passeggiate il giovane Alessandro godeva del paesaggio che spaziava dal lago alle creste del monte Resegone e si ritiene che da questi ricordi dell’infanzia e della prima giovinezza scaturì l’ispirazione per il celebre incipit de I Promessi Sposi “Quel ramo del lago di Como …”.

La villa era il cuore di una vasta tenuta agricola coltivata a vite e a gelso e furono i contadini che curavano i fondi a trasmettere ad Alessandro l’amore per la coltivazione delle erbe e dei fiori, al punto che lo scrittore vi provò innesti e sperimentò la coltivazione di piante esotiche, come il caffè.

Nel 1818 Alessandro vendette l’edificio a Giuseppe Scola per trasferirsi a Brusuglio (Cormano), dove iniziò a scrivere Fermo e Lucia, e non tornò più a Lecco.

Giuseppe Scola era un industriale serico che risiedeva a Vercurago, alle porte di Lecco e mantenne al piano terreno, gli ambienti originali della villa, con molti mobili e arredi originari nella medesima collocazione, permettendo a studiosi e personaggi pubblici di recarsi in pellegrinaggio negli ambienti che videro la gestazione del più famoso romanzo della letteratura italiana.

A Villa Manzoni oggi si trova il Museo Manzoniano, oltre alla Galleria Comunale d’Arte, la Sezione Separata d’Archivio, la Fototeca e la Biblioteca Specializzata, una sala per esposizioni temporanee nelle antiche scuderie e gli uffici della Direzione del S.I.M.U.L

 

 

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