Vespasiano Gonzaga Da Como a Mantova

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Uno dei tesori della Pinacoteca civica di Como, il rinascimentale ritratto di Vespasiano Gonzaga, principe di Sabbioneta, è ora esposto al Palazzo Ducale di Mantova, città della famiglia Gonzaga, per la grande mostra Città ideali dei Gonzaga, Sabbioneta e Charleville, che si tiene nella città lombarda dal 21 ottobre al 2 aprile 2018.

Il quadro è il cuore della sala dedicata al Duca Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta, raffigurato in armatura a soli ventotto anni.

Vespasiano Gonzaga, nato a Fondi il 6 dicembre 1561, era il primogenito di Luigi Rodomonte e Isabella Colonna, che dopo la morte del primo marito si risposò con Carlo di Launay, principe di Sulmona, lascando la tutela del figlio a Ferrante Gonzaga, che spesso cedette questo compito a Giulia Gonzaga, zia del ragazzo, e al cardinale Ercole.

Grazie a Carlo V, nel 1541 Vespasiano ebbe in dono i feudi di Sabbioneta, Rivarolo, Bozzolo, Rodigo e Ostiano e nel 1549 sposò in segreto a Piacenza Diana di Cardona, allora promessa a Cesare, figlio di Ferrante.

Come cuore del suo piccolo impero il principe scelse Sabbioneta, che in pochi anni divenne “La piccola Atene”, con un sontuoso palazzo, una grande collezione di sculture, una zecca, una stamperia ebraica, uno studio pubblico e una grande biblioteca, che attirò molti artisti e studiosi.

Ferito due volte in battaglia, Vespasiano partecipò con il duca d’Alba alla guerra di Parma, dove affrontò in Piemonte Brissac, poi, nella guerra tra Paolo IV e la Spagna, prese parte all’assedio di Ostia, dove combatté in Abruzzo contro il duca di Guisa.

Nel 1559 il principe perse in circostanze non del tutto chiare la moglie Diana di Cardona, al punto che gli storici, nel Settecento, ipotizzarono che Vespasiano avesse costretto la moglie, che lo tradiva, ad avvelenarsi.

Anche la seconda moglie, Anna di Aragona, duchessa di Segorbia, che Vespasiano sposò nel 1564, mori tre anni dopo e suo figlio Luigi mori nel 1580.

Nel 1567 Vespasiano fu dalla parte del duca di Mantova Guglielmo partecipando alla repressione dei moti di Casale e governò il Monferrato, poi abbandonò Casale il 25 febbraio 1568, quando i Casaleschi giurarono fedeltà al duca Guglielmo, in Spagna nel 1568 partecipò alla lotta contro i Mori ribelli e fece erigere una serie di fortificazioni militari a Pamplona, Fonterabbia, San Sebastiano e Orano.

Solo nel 1576 il principe tornò a Sabbioneta, ora ducato, che nel suo testamento avrebbe lasciato alla figlia, principessa di Stigliano, nata dal matrimonio con Anna.

Nel 1581 Vespasiano sposò Margherita, figlia di Cesare Gonzaga di Guastalla, nel 1589 ricevette il titolo di altezza e, nel 1591, morì a Sabbioneta il 26 febbraio.

Una recente indagine diagnostica che ha visto l’uso di tecnologie dell’ultima generazione, grazie al laboratorio specialistico Laniac dell’Università degli Studi di Verona, ha confermato che il ritratto fu dipinto da Bernardino Campi e non dal fiammingo Anthonis Mor, come si riteneva nell’Ottocento, oltre ad altre rivelazioni sul disegno preparatorio e la tecnica utilizzata, oggi raccontate in un capitolo del catalogo della mostra di Mantova, per poi essere proposte a Como quando il ritratto tornerà alla Pinacoteca.

 

 

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