Montevecchia

Montevecchia è una graziosa località dell‘alta Brianza, posta a 500 metri d’altezza, inserita nel Parco della Val Curone, meta molto ambita dalle gite “fuori porta”. Una collina con antichi terrazzamenti che ha incantato nei secoli, artisti di ogni genere, con una delle migliori descrizioni del luogo data dal regista Mario Soldati in Vino al Vino.

Nelle giornate limpide, rivolgendo lo sguardo verso sud, si può ammirare dall’alto tutta la Brianza, fino al rinnovato skyline di Milano, arrivando più giù sino agli Appennini, mentre a nord si ammirano non solo le Prealpi lecchesi, il Resegone, la Grigna, le Orobie ma anche un’ampia fetta delle Alpi sino al Monte Rosa, al Cervino.

Montevecchia racchiude ben cinquantadue frazioni con il nucleo principale, formato da antiche corti contadine e splendidi vigneti posti nei terrazzamenti dove sono alternati a erbe aromatiche. E’ caratterizzata da splendidi esempi di “ville di delizia” come la settecentesca dimora Agnesi-Albertoni, con il suo vasto parco, posizionata proprio sotto la cima della collina, aperta al pubblico in alcune occasioni e Villa Vittadini, dirimpetto al santuario, sorta su un precedente edificio cinquecentesco.

Arrivati nella storica piazzetta del paese, un suggestivo e romantico viale alberato, porta alla sommità della collina, dove si trova il santuario medievale della Beata Vergine del Carmelo, altro punto d’interesse, con una storia radicata profondamente nel territorio.

Le origini di Montevecchia si perdono lontano nel tempo. Nella zona comunale in località Fornaci, alla fine degli anni 70′ del secolo scorso, sono stati individuati alcuni accampamenti, risalenti all’epoca dell’uomo di Neanderthal e dell’uomo sapiens, datati rispettivamente il primo a 60.000 anni e il secondo a 32.000. Questi insediamenti sono fra i più antichi situati in Lombardia. Di qui forse anche il toponimo Montevecchia ovvero Muntàvegia dal brianzolo. Anche se altri propendono per la derivazione latina Mons Vigiliae (monte delle Vedette).

Il territorio su cui sorge Montevecchia, ha anche la particolarità, di avere tre colline dette “Le piramidi”, scolpite nella roccia, che hanno un’altezza tra i quaranta e cinquanta metri, con gradoni di usati come terrazzamenti dediti alla coltivazione.

Una singolarità che ha smosso, diverse teorie e avvicinato il territorio, a zone ricche di misteri. Certo è che esse sono disposte esattamente come le stelle della cintura di Orione, analogamente alle più celebri piramidi egizie di Giza. Sono orientate tutte e tre col lato “migliore” a Est con una precisione inferiore al mezzo grado e inoltre hanno tutte la stessa inclinazione.

Probabilmente la collina di Montevecchia, vede risalire i suoi particolari terrazzamenti all’epoca celtica, sono infatti molti i reperti ritrovati nell’area. I Celti molto attenti ai cicli della natura, sono stati i primi veri colonizzatori di questi territori. E’ stata rinvenuta anche una cerchia muraria difensiva in pietra alta circa quattro metri. In cima alla collina, si ritiene fosse posto uno dei tanti santuari celtici, che compiano un po’ ovunque su tutto l’arco prealpino. A ulteriore conferma, il rinvenimento di un monolite in pietra granitica lavorato, risalente ai Celti. I santuari avevano la doppia funzione di luogo di culto e osservatorio della volta celeste, ad avvalorare lo stretto legame tra quest’antica popolazione e la natura.

In epoca romana, il sito, ebbe un’importanza strategica, è stata accertata infatti la presenza di una torre di segnalazione, proprio dove ora sorge il Santuario.

Nell’alto Medioevo la torre romana divenne una chiesa, dedicata a San Giovanni Battista, molto amato dai longobardi.

Nei secoli successivi, come tutta la Brianza, Montevecchia face parte del ducato di Milano, sotto i Visconti e in seguito sotto gli Sforza, poi passò agli Austriaci, quindi agli Spagnoli. Nel 1647, divenne un feudo della famiglia Panigarola, che ne fece uno dei suoi luoghi più amati per le vacanze, costruendo quella che poi sarebbe diventata villa Agnesi-Albertoni.

Nel 1713, il feudo di Montevecchia venne ceduto a Giacomo Brivio, appartenente a una famiglia di mercanti che aveva ottenuto il titolo di conti di Brochles. Per poi seguire tutte le vicende storiche lombarde.

Il cuore di Montevecchia è il Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo, in stile barocco antico, che alla fine del secolo IX era una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, una cappella che allora dipendeva dalla parrocchia e pieve di Missaglia.

Nel 1564 la chiesetta fu riconosciuta come parrocchia e tra il secolo XVI e il XVII fu costruito, sulle rovine del precedente edificio, l’attuale santuario, sempre come chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Decollato, con compatrona la Beata Vergine del monte Carmelo.

Il Santuario fu chiesa parrocchiale di Montevecchia fino alla fine degli anni 20 del secolo scorso, quando fu inaugurata la nuova chiesa del borgo, da allora cominciò a essere considerato Santuario mariano in onore della Madonna del Carmelo. All’interno si trova il settecentesco organo Biroldi, posto proprio sopra l’ingresso. Nel santuario sono conservati anche un Crocefisso processionale seicentesco in legno dorato e uno del cinquecento in legno.

L’interno è decorato con affreschi settecenteschi, che riproducono episodi della vita di Sant’Antonio e con una serie di otto tele raffiguranti la vita di San Giovanni Battista.

Il Santuario è inserito nel percorso di pellegrinaggio “Cammino di Sant’Agostino” da percorrere a piedi o in bicicletta che collega venticinque Santuari mariani della Brianza, toccando tra gli altri i luoghi più emblematici della vita del Santo.

Per raggiungerlo occorre salire una scalinata di 180 gradini, agevole e in ombra grazie agli alberi di tigli e ligustri, circondata dai terrazzamenti con coltivazioni di vite ed essenze varie.

A circa tre quarti la gradinata s’interseca un sentiero pianeggiante che circonda ad anello il terrapieno dell’edificio e porta in cima. Questo sentiero è detto “Via Crucis” perché delimitato, da vecchi cipressi e da sedici edicole in pietra arenaria, contenenti altrettante sculture settecentesche recentemente ristrutturate.

Un’altra opzione per salire in vetta è quella di usufruire della navetta gratuita.

Diversi sono i punti di ristoro presenti, tra bar e gelaterie, oltre ad offrire un’ampia gamma di agriturismi e ristoranti che offrono piatti e prodotti del territorio, come i formaggini di Montevecchia, i salumi, magari da accompagnare con i vini locali, come il Cruel, il Nustranel, lo Scernì e il Valcurone Brut.

Montevecchia è inserita nel Parco regionale della Valle del Curone, che si estende per una superficie di circa 2.400, tra i comuni di Cernusco Lombardone, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Missaglia, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Sirtori e Viganò.

Un parco che conserva aree boschive incontaminate con diverse specie arboree e una fauna che comprende animali come il tasso e lo scoiattolo, volpi, donnole, ghiri, lepri, poiane, fagiani, fino al martin pescatore, dall’upupa. Presenti anche il gambero di fiume, la salamandra, il rospo smeraldino e la rana latastei.

Nel Parco sono disegnati e percorribili undici sentieri che lo attraversano in tutte le sue direzioni.

 

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