Villa Bossi un luogo per sognare

Era un giorno normale, no, era un giorno decisamente speciale Barbara e Davide avevano deciso, si, sarebbero sposati. Era una cosa importante, forse la”cosa” più importante della loro vita, almeno fino a quel momento.

I loro occhi brillavano, pieni di promesse, di sogni, di progetti.

Si, avrebbero voluto che quel giorno rispecchiasse le loro passioni, e così cominciarono a pensarci…..a parlarne…..

Il loro giorno speciale, doveva per forza essere speciale anche per gli altri, le persone cui volevano bene, doveva raccontare una storia, la loro.

Ho incontrato Davide e mi ha detto: “Il nostro matrimonio aveva un filo conduttore ben preciso. Ruotava tutto intorno alle nostre più grandi passioni: la musica per me, la cucina per mia moglie. Tant’è vero che la bomboniera era un libricino con le sue ricette più un cd con le nostre canzoni preferite. Quando abbiamo visto Villa Bossi, è scattata l’alchimia. Abbiamo capito subito che era il posto perfetto. Ci ha colpito lo stile delle stanze arredate, non vuote, asettiche, la bellezza dei giardini, l’eleganza del loggiato. Ma soprattutto si respira l’aria di un luogo che è vivo 365 giorni l’anno, frequentato come accademia di musica con anche un museo di strumenti musicali. Non solo. La famiglia che la gestisce abita una parte della villa e questo dona un’atmosfera più familiare e calda. La possibilità di avere l’accesso alle stanze del museo amplificava il legame con la musica e l’anima delle stanze ci permetteva di accogliere gli ospiti in un luogo che fosse l’estensione della nostra casa. Non un luogo freddo, ma caldo, vivo, personale, un po’ casa nostra, ma con spazi adatti per accogliere tutti. Ecco perché diciamo che, in fondo, è la villa che ha scelto noi. Non l’avevo mai vista, non ne conoscevo la storia, ci siamo riconosciuti”.

E poi, dopo preparativi, correzioni, ripensamenti, musiche da decidere, menù da scegliere, è arrivato “il giorno”.

“Non era una giornata luminosa, si è aperta con un acquazzone, il nostro arrivo in chiesa è stato accompagnato dai raggi di sole che filtravano dalle nuvole. Così anche l’arrivo in villa. Davvero, di quel giorno, non cambierei nulla”.

Ora vediamo, dove questo meraviglioso sogno si è realizzato, dove la musica, la cucina, la storia, l’arte, i fiori hanno trasformato l’amore in magia.

Edificata verso la seconda metà del Cinquecento, Villa Bossi, posizionata nei pressi di Bodio Lomnago, in provincia di Varese, ha ben quarantasei stanze e un’intera ala che fu costruita agli inizi del Settecento, quando “andava la moda” delle ville di campagna in Lombardia e Piemonte.

Un dato importante e di grande valore storico è il fatto che, per circa quattro secoli, il complesso fece parte dei beni della nobile famiglia Bossi, che nel 1538 aveva fatto edificare il primo nucleo della villa nello stesso luogo dove, nel Medioevo, era un fortilizio medievale provvisto di torre di avvistamento per difendersi da attacchi nemici.

All’inizio l’ala settentrionale della villa, che si affaccia sulla strada e sul lago, fu usata per la gestione degli affari della famiglia, come quello concernente il caneparo, che era il concessionario della vendita del sale, mentre a sud, nel corpo di fabbrica, era la casa del torchio, un seminterrato dove, in autunno, erano pigiate le uve coltivate nei terreni della famiglia.

Quando, verso la seconda metà del Settecento la famiglia Bossi prese la decisione di trasferirsi a Milano per meglio seguire gli affari di famiglia, il capofamiglia elaborò un progetto per trasformare la villa in una casa di villeggiatura estiva, destinata a un utilizzo solo residenziale.

In poco tempo venne costruita a sud, vicino alla casa del torchio, la grande ala in stile barocco settecentesco, oltre a un sontuoso giardino all’italiana, che doveva indicare il nuovo accesso alla villa, situato a sud.

Come ingresso al giardino fu creato un bellissimo parco sulla collina oggi chiamata La Mirabella, dove furono impiantati un gran numero di alberi di pregio, visibili ancora adesso.

Con l’arrivo di Napoleone e successivamente la Restaurazione, la villa venne nuovamente ampliata con un edificio che aveva lo scopo di dividere la corte principale dal cortile rustico, oltre ad essere una rimessa per le carrozze e le attrezzature da caccia.

Nel 1844 fu riedificata, in stile neogotico e molto più alta di prima, la torre, crollata pochi anni prima a causa delle intemperie del tempo, simbolo identificativo per chi da Varese arrivava a Villa Bossi.

Quando, alla fine dell’Ottocento, la famiglia Bossi, decise di vendere la villa, il complesso venne ceduto alla nobile famiglia milanese Gadola – Beltrami, che se ne prese cura in modo tale che venne evitato un profondo degrado degli ambienti.

Dal 2007 è la famiglia Bizzi a occuparsi di Villa Bossi, oggi considerato edificio vincolato ai sensi della legge per la tutela dei beni architettonici nazionali e edificio di particolare importanza storica, e dopo un lungo restauro l’ha trasformata non solo in un museo della musica, con anche una scuola e varie attività per chi desidera studiare, ma anche in una perfetta location per un matrimonio da favola.

 

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