La grande Villa Cantoni di Arona

Villa Cantoni di Arona, considerata una delle più belle, sontuose ed eleganti di tutto il Verbano, sta per tornare a risplendere in tutta la sua eleganza.

Infatti è attualmente sottoposta a un lungo restauro e a un risanamento conservativo, atteso da anni, almeno una trentina, sotto l’occhio vigile della Soprintendenza per i Beni Paesaggistici e Monumentali, sia per la parte esterna che quella interna, dove sono stati recuperati i pregevoli dipinti sui soffitti e gli elaborati stucchi che li adornavano.

Arrivando da Meina, percorrendo la strada del Sempione è posta all’ingresso nord della città, proprio sotto la storica Rocca Borromea, non lontano dal palazzo municipale.

Si presenta come una maestosa villa ottocentesca a tre livelli, con pianta a U, su cui svetta una torretta belvedere a vetri colorati. Dal lago si scorge una splendida scalinata che conduce alla darsena, formata da due torrette e il giardino con grotte artificiali, con il suo ampio e sontuoso parco, ricco anche di piante esotiche e rare. Concede una vista spettacolare sul Lago Maggiore, dove sul lato opposto incrocia la Rocca di Angera.

Appartenuta alla famiglia Cantoni, che acquistò i terreni su cui venne poi edificata dai conti Borromeo nel 1873, è stata costruita a cavallo del 1880, su disegni dell’ingegnere Vittorio Cantoni.

Tra i proprietari annovera il conte Tullo Cantoni-Mamiani-Della Rovere, figlio dell’ingegnere Vittorio che tra il 1914 e il 1919 fu il Sindaco di Arona e poi ancora negli anni Trenta, quando fece erigere a sue spese il muro che delimita il lungolago dal pontile della Navigazione sino al monumento del Barcaiolo. Un personaggio eclettico dai molti interessi, che fu anche vice presidente della Società Sportiva Lazio, prima dello scoppio della Grande Guerra.

Una villa che ha visto passare tanti personaggi importanti nelle sue stanze, dove si è fatta la storia e la cultura del Verbano, e dove si è scritta anche una pagina triste. I Cantoni erano di origine ebrea e il 15 settembre 1943, Irma, la moglie di Tullo, e il figlio Vittorio furono vittime di rastrellamenti da parte dei nazisti finendo sacrificati in quello che è noto come Olocausto del Lago Maggiore. Villa Cantoni venne poi assaltata e razziata.

La villa fu messa in vendita, negli anni Ottanta, dagli eredi. La municipalità aronese rinunciò all’acquisto considerandolo troppo oneroso per un progetto che prevedeva una destinazione d’uso culturale con biblioteca, pinacoteca, sala congressi, museo archeologico e mineralogico, in una sede storica e con vista lago. Successivamente, sul finire degli anni Novanta, fu presentato un progetto dalla proprietà per realizzare un hotel con pertinenze e appartamenti, nel parco griffato Gregotti ma la sovraintendenza regionale lo bocciò ritenendolo troppo d’impatto per la cubatura e la relativa cementificazione dell’area.

Nel 1992 la dimora venne acquistata da G.V, una srl di Novara che tre anni dopo diede l’avviso d’inizio cantiere, ma i lavori furono sospesi poi dall’ufficio tecnico per abuso edilizio.

Nel 2002 ci fu il condono e nel 2004 il Comune adottò una variante per la creazione di una struttura alberghiera, ma la Regione la bocciò nuovamente, mantenendo il vincolo residenziale, così i lavori rimasero fermi altri 16 anni. Fino a oggi arrivare, quando grazie all’intervento dell’amministrazione Gusmeroli, sono state risolte numerose criticità e con l’aiuto della Soprintendenza, la villa grazie agli investimenti di una società privata tornerà a nuova vita e con essa tutta l’area interessata.

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