La Guerra 1915-18 attraverso le poesie dialettali e i racconti

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Sabato 26 gennaio, alle 15, presso i Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, l’associazione Il Regisole Amis del Dialét proporrà una serie di letture in dialetto pavese di poesie e di racconti di guerra, per raccontare la Prima Guerra Mondiale con la stessa lingua di chi, in prima persona, visse e raccontò quell’immane tragedia.

Cosi rivivranno le emozioni, ai timori e alle preoccupazioni di soldati e civili pavesi che vissero sulla propria pelle i cupi anni della Grande Guerra.

Il dialetto pavese o pavese-vogherese, sono le parlate gallo-italiche diffuse nella provincia di Pavia, con le diverse varietà locali che subiscono l’influenza di quelli di province e regioni confinanti.

Nel nord della provincia il dialetto è legato al ramo occidentale della lingua lombarda già da Bereguardo e Landriano, ma dal Medioevo la parlata di Pavia e del suo circondario ha assunto tratti emiliani.

E negli ultimi decenni tra gli abitanti del capoluogo provinciale c’è la tendenza ad assimilare il lessico e certi aspetti morfologici del dialetto milanese, anche se l’appartenenza del dialetto originario di Pavia e del suo circondario lo accomuna non soltanto con le parlate dell’adiacente Lomellina, ma anche a quelle di Voghera e più in generale ai dialetti dell’Oltrepò Pavese, di tipo emiliano.

Ciò emerse nel 1934, dopo l’uscita del Nuovo Vocabolario Pavese-Italiano, dove si cerca la parlata originaria piuttosto nella periferia, e in particolare in Borgo Ticino, che nel centro cittadino.

Verso la montagna oltrepadana il pavese arriva nel dialetto bobbiese che nel ligure, con la parlata di Varzi, diversa anche da quella della vicina Voghera, diffusa nell’estremità meridionale del pavese, mentre i dialetti dell’area soprastante sono quelli liguri.

Le diverse aree sono identificate grazie all’influenza esercitata verso le lingue emiliano – romagnola, lombarda e ligure, quest’ultima particolarmente attiva nell’alta Valle Staffora.

Tuttavia, è stata osservata la presenza di un piccolo nucleo del dialetto pavese-vogherese, che conduce all’attenuazione delle differenze più marcate dei dialetti della provincia, con un fenomeno considerato tipico di alcune aree dialettali miste o intermedie e di complessa classificazione.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, mentre l’iniziativa si inserisce negli eventi collaterali della mostra Tra il vento e la neve. Prigionieri italiani nella Grande Guerra, organizzata dai Musei Civici di Pavia e visitabile fino al 27 gennaio presso il Castello Visconteo.

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