Il Giorno del Ricordo 2019 ad Arona

L’Amministrazione Comunale di Arona anche quest’anno onorerà il Giorno del Ricordo del 10 febbraio, evento che ricorda l’esodo di migliaia d’italiani dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia nel secondo dopoguerra e i massacri nei quali migliaia di persone furono uccise.

Tutto ebbe inizio il 9 giugno 1945, quando fu stipulato a Belgrado un accordo tra Tito e il generale Morgan per la definizione dei confini tra la Jugoslavia e l’Italia.

Trieste e la costa occidentale dell’Istria, con le vie di comunicazione con l’Austria, passarono sotto l’occupazione anglo-americana, gli altri territori rimasero alla Jugoslavia, senza pregiudicare le future decisioni della conferenza di pace.

Il 4 luglio 1946, nacque il Territorio Libero di Trieste, dove la città e la zona limitrofa furono internazionalizzate in una zona i cui confini andavano da Duino a Cittanova d’Istria.

L’integrità e l’indipendenza del Territorio vennero assicurati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre le proposte per il Governo provvisorio e lo Statuto permanente furono avanzate dalla Conferenza della Pace.

Vennero rispettati i diritti dei cittadini per la religione, la lingua, la stampa, le scuole e l’accesso ai pubblici servizi, ma la maggior parte delle norme contenute nello Statuto non furono mai applicate.

Con il Trattato di pace del 10 febbraio 1947 il Territorio Libero di Trieste fu diviso in due parti.

Il dramma più grande lo vissero gli abitanti della grande e italiana città di Pola, con piroscafi, autocarri, auto e vecchi carretti che trasportarono migliaia d’istriani con i loro oggetti di uso quotidiano.

Gran parte dei profughi trovò  rifugio nei campi allestiti a Trieste, mentre altri scelsero di emigrare in Australia o in Canada.

Fu molto più drammatico, invece, il destino degli italiani che decisero di rimanere in Istria, sentendosi legati a doppio filo a quella terra tormentata.

Già negli ultimi anni della seconda guerra mondiale erano iniziate le prime epurazioni, ma fu solo nel 1948 che la situazione esplose in tutta la sua violenza.

Intere famiglie venivano prelevate nel cuore della notte, per poi essere uccise e sepolte nei grandi pozzi carsici delle montagne dell’Istria, detti foibe.

Chi invece sopravviveva era condotto nell’Isola Calva, un vero e proprio gulag dove erano utilizzati mezzi disumani per convincere gli italiani a giurare fedeltà a Tito e al partito comunista jugoslavo.

Venerdì 8 febbraio,  alle 10,  presso l’Aula Magna del Comune, ci sarà la testimonianza di Claudio Strozzi, figlio di esuli istriani, con la proiezione del video documentario tratto dal Sacrario della Foiba di Basovizza.

Domenica 10 febbraio, a partire dalle 10.30, si terrà un momento di riflessione e l’intervento del Sindaco Alberto Gusmeroli alla presenza delle Autorità presso Largo Martiri della Foibe, di fronte al palazzo comunale.

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