Next Vintage di Belgioioso, non solo abiti

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Paillettes colorate, gonne in tulle, borse in cuoio, gioielli, abiti da sera, cappelli, qualche valigia davvero originale, tanti foulard di seta, bellissimi, quasi quadri da indossare e giacche diverse, inusuali, un kimono nero con la fodera bianca, ognuno diverso, una sorpresa dietro l’altra.

Questo e tantissime altre cose oggi al Next Vintage a Belgioioso.

Tanto fa anche la location, un Castello, in parte villa, che aggiunge quel tocco magico, l’ingresso sontuoso, il parco, la scalinata, le statue che popolano il giardino.

Le sale che ospitano gli espositori non sono altro che le stanze del complesso, con i loro soffitti affrescati o a cassettoni, i caminetti ormai spenti sparsi qua e là, i preziosi pavimenti, i lampadari sontuosi.

E’ tutto un via vai, un ricorrersi di visitatori stranieri, di ospiti italiani, di clienti che cercano quel qualcosa di speciale, di negozianti che già vedono nella loro vetrina di Firenze, Genova, Milano, Roma, o Monaco gli abiti che scelgono.

Pantaloni larghi, comodi, colorati, camicette di pizzo con quel qualcosa di retrò, bangle per completare le magliette estive, orecchini enormi, quasi davvero parte integrante dell’outfit.

E tante giacche colorate, alcune davvero improbabili, altre di un tessuto che ricorda quello dei divani anni quaranta.

E quelle piccole, meravigliose e totalmente inutili borse, quasi una maglia ricamata o ricoperte da paillettes, sciarpe così leggere da aver quasi paura di toccarle.

Molti, penso quasi tutti questi oggetti, questi capi così diversi e speciali, potrebbero sicuramente raccontarci una storia.

Quale storytelling su un abito da sposa anni Cinquanta, di classe, non esagerato, quasi casto? E quell’abito da sera, sicuramente per una festa di compleanno, forse dei vent’anni…

Le scarpine luccicanti portate una sola volta, lo scialle ampio, avvolgente, forse per una serata romantica. Un passato tutto da scoprire.

Nell’atrio del Castello di Belgioioso  una galleria scultorea, grazie alla pazienza con cui la modella Marika Esposito si è sottoposta a un lungo ed estenuante trucco e alla bravura di Katiuscia Masarin, make up artist, che ha trasformato il suo fisico in quello di una statua conferendo plasticità e risalto ai colori e alle preziosità dei capi.

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