Rita da Cascia La santa delle rose

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Ogni 22 maggio si festeggia Santa Rita da Cascia, una delle figure più amate della religione popolare, detta la santa delle rose.

Rita nacque nel 1381 a Roccaporena, frazione di Cascia, da Antonio Lotti e Amata Ferri, due pacieri impegnati con le lotte tra guelfi e ghibellini.

Di carattere mite, umile, ubbidiente e ben educata. Rita fin da piccola s’interessò alla famiglia Agostiniana di San Giovanni, Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino, tanto da prendere i voti e frequentare il monastero di Santa Maria Maddalena di Cascia e la chiesa di San Giovanni Battista.

Ma i genitori la fecero sposare a Paolo di Ferdinando Mancini, uomo violento, da cui Rita ebbe due figli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria.

Col tempo Paolo grazie a Rita si pentì dal male commesso, ma la loro unione dopo 18 anni cessò bruscamente quando l’uomo fu assassinato dai suoi ex compagni.

La famiglia Mancini era in cerca di vendetta, ma Rita non rivelò i nomi degli assassini, invocando il perdono ma, quando vide che i due figli non retrocedevano dall’idea di vendicare il padre, chiese a Dio di vederli morire piuttosto che vederli seguire le orme paterne.

Poco tempo dopo i due fratelli si ammalarono e morirono.

A 36 anni Rita chiese di far parte del Monastero Agostiniano di Santa Maria Maddalena, a Cascia, ma venne rifiutata per il suo essere vedova e perchè nel monastero c’era una suora imparentata con la famiglia di Paolo, che non aveva accettato le decisioni della donna.

Solo nel 1407 Rita ottiene di entrare nel Monastero dove rimase fino alla morte, sopraggiunta il 22 maggio 1457 76 anni.

La leggenda dice che, poco prima di morire, immobilizzata a letto, Rita chiese a una cugina di portarle una rosa e due fichi dalla casa paterna, e si narra che nonostante fosse inverno, i frutti e la rosa miracolosamente furono trovati.

Da allora la rosa divenne il simbolo di questa umile donna riuscita a fiorire nonostante tutto e, ogni volta che Rita intercede per un miracolo il suo corpo, custodito all’interno della Basilica di Santa Rita da Cascia, emana un forte profumo di rosa.

Rita divenne beata solo 180 anni dopo la sua morte, nel 1627 sotto il pontificato di Urbano VII e fu canonizzata durante il Giubileo del 1900 da Leone XIII.

Ogni anno Cascia celebra la sua santa il 22 maggio con la Festa di Santa Rita e le Celebrazioni Ritiane, una rievocazione in costume della vita di Rita e della gente del suo tempo, con i figuranti che rappresentano Rita, nelle vesti di figlia, moglie, madre, vedova e suora, ma c’è anche il popolo di Rita, la gente comune, la stessa che tutti gli anni inonda i portici, i vicoli e le piazze di Cascia.

Dopo la Solenne Celebrazione liturgica in onore di Santa Rita, i pellegrini presenti alzano verso il cielo le rose, per raccogliere la grazia dalla benedizione fatta dal celebrante, in modo da condividerla, al ritorno a casa, con la famiglia e le persone più care.

A Pavia nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro in quel giorno sono celebrate ben nove Sante Messe, alle 7, 8, 9, 10, 11, 16, 18, 19 e alle 20, mentre alle 12 c’è la supplica a Santa Rita e alle 21 si svolge la processione.

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