Villa Venier Contarini

Sulla riva sinistra del Brenta, a Mira in provincia di Venezia, si trova l’incantevole Villa Venier Contarini, una delle più belle del Veneto e del Nord Italia.

Questa zona, tra mondanità e ozio, presto si popolò e divenne di uso comune tra l’aristocrazia veneziana possedere una villa sul Brenta e giungervi con il “burchiello”, un’ìmbarcazione costruita per il trasporto passeggeri, con una grande cabina in legno, con tre o quattro balconi, finemente lavorata e decorata.

La villa venne edificata verso la fine del Cinquecento come nuova residenza di campagna della famiglia veneziana dei Venier, che vi avrebbero poi abitato per due secoli. Nel 1780, con la scomparsa dell’ultimo erede maschio della famiglia Venier, la villa diventò di proprietà della cugina Maria Venier, moglie del procuratore Alvise II Contarini di San Trovaso (la villa prende il nome di “Villa Venier Contarini”). Maria Venier morì nel 1827 e da quel momento la villa cambiò numerosi proprietari. I primi furono i potenti Barbarigo di Padova, che vi organizzarono sontuose feste e recite condotte dalla nobildonna Orsetta Barbarigo.

Sotto Napoleone la villa fu ceduta ai Manin, poi ai Cipollato e infine alla cantante mezzosoprano Adelaide Borghi-Mauro, che l’aveva chiesta in regalo a un suo ammiratore.

Dalla fine dell’Ottocento e fino al 1955 la villa venne abitata dai Guadalupi, Menin, Rampazzo, fino al 1921, e i Capuzzo dal 1933 al 1955.

Nel 1955 l’edificio venne ceduto alla Congregazione delle Suore Domenicane della Beata Imelda, per poi arrivare nelle mani della Regione Veneto, ancora oggi sua proprietaria.

La Villa è a pianta quadrata, con due foresterie o Barchesse separate e da un oratorio con annessi edifici sul lato est, ed è circondata da un bel parco.

Oggi il corpo centrale è a pianta rettangolare, dopo che agli inizi dell’Ottocento venne ampliato con l’aggiunta ai due lati di una serie di piccole stanze lungo tutta l’altezza, mentre l’oratorio dell’angolo sud-est della proprietà fu ricostruito nel 1752.

Le Barchessa o foresteria, inizialmente costruite come luoghi di lavoro, granai e ricovero barche, furono poi destinate da Niccolò Venier a eleganti ambienti di soggiorno e pertanto arricchite con affreschi. Quella di sinistra è formata da un piano seminterrato con soffitto a volta, tre saloni decorati ad affresco con sul davanti un porticato a cinque campate ad arco adesso chiuso da serramenti in legno, mentre quella di destra ha un salone sempre decorato ad affresco, da scuderie, da magazzini, e sul piano sottotetto da stanze per la servitù, oltre a un porticato a sette campate oggi chiuso in parte da serramenti e in parte murato.

Nei Saloni della Barchessa di sinistra la decorazione è sulle pareti e sui soffitti delle tre sale, con colonne che delimitano le pareti e da finti quadri collocati in pesanti incorniciature di fogliame verde, mentre la decorazione secentesca fu parzialmente ricoperta nel corso di un intervento settecentesco.

Nella prima stanza ci sono affreschi con episodi tratti dall’Odissea, mentre sul soffitto c’è un loggiato a colonne tortili aperto su finti vani e decorato al centro da un ampio riquadro con una scena di sacrificio, mentre la seconda stanza, l’apparato architettonico dipinto sulle pareti è con colonne adorne di viticci e da finti quadri dipinti di episodi legati alla presa di Troia, con sul soffitto

una finta balaustra; occhi di cielo in prospettiva dove si affacciano dei putti e al centro un quadro con il Sacrificio di Elena.

La terza stanza, con pareti divise da colonne, in parte ricoperte a ridipinture settecentesche, sono rappresentati episodi relativi al primo canto dell’Iliade, mentre il soffitto è decorato da un complesso dipinto architettonico con al centro il Consesso Olimpico.

Nel Salone della Barchessa di destra le pareti sono divise con colonne a capitello jonico, nicchie con finte statue e scorci di paesaggi con interno episodi della Favola di Psiche, mentre il soffitto è decorato con mensoloni che sostengono un loggiato con alcune finestre aperte sul cielo chiaro e al centro la Deificazione di Psiche.

La villa è visitabile da aprile a ottobre.

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