Pala Yamamay, da cattedrale nel deserto a capitale del volley

Se Milano è “la Scala del calcio”, Varese è “basket-city”, Busto Arsizio negli ultimi anni è diventata decisamente la città del volley, declinato al rosa ma non solo.

E’ partita la stagione della pallavolo o come si preferisce dire ora volley, e il “Pala-Piantanida-Yamamay” si è arricchito di una nuova presenza. Oltre al campionato di A1 femminile 2016/17, con le gare interne della “Unendo Yamamay Busto Arsizio” e dalla stagione passata anche quelle del Club Italia, squadra nazionale che ha come compito di formare le giovani giocatrici, l’arena di Viale Gabardi, è diventata anche il teatro degli incontri di Serie A1 SuperLega maschile del “Powervolley Revivre Milano”, costretti ancora all’esilio forzato dal capoluogo.

Questa è una storia che parte da molto lontano, e vede praticamente le donne protagoniste con vicende che s’intrecciano. Da una pioniera dello sport femminile, a una suora con la passione per la pallavolo che getta il seme in giro per il varesotto e l’altomilanese, e agguerritissime formazioni di volley, farcite di campionesse mondiali.

Una storia che per diverso tempo ha visto il palasport bustocco come la classica cattedrale nel deserto. L’attuale PalaYamamay di Busto Arsizio, venne inaugurato nel 1997 e intitolato a Maria Piantanida. Vera e propria antesignana dello sport, in particolare nel mondo femminile. Bustocca doc, nata nel 1905, a diciassette anni era già maestra elementare e insegnante di educazione fisica. Tra il 1923 e il 1924, conquistò il titolo di campionessa italiana in sette differenti specialità dell’atletica leggera femminile.

Fu una vera pioniera del basket (all’epoca chiamato “palla al cesto”) femminile in Italia, quando questo era riservato quasi esclusivamente agli uomini, poiché considerato poco adatto alle donne, come del resto tutti gli sport. Vinse quattro campionati italiani organizzati dalla FIAF tra il 1925 e il 1928, sempre con la maglia biancoblù della Società Ginnastica Pro Patria et libertate di Busto Arsizio, arrivando anche a disputare una gara con una selezione italiana che il 29 luglio 1928 affrontò la squadra americana di Edmonton.

Dal 1931 al 1956 diresse e allenò ininterrottamente le squadre di ginnastica femminile della Ginnastica Pro Patria. Partecipò ai Giochi olimpici di Berlino nel 1936 in qualità di capitana della squadra italiana femminile di ginnastica, che comprendeva anche altre quattro ginnaste della Pro Patria. Scomparve nel 1991.

Il primo piccolo passo in avanti dell’allora “Pala-Piantanida”, avvenne nel 1998, con la fondazione della “Futura Volley Busto Arsizio”, grazie all’acquisto del titolo sportivo della vicina squadra dell’Unione Sportiva Cistellum Volley femminile di Cislago, ai tempi una delle squadre che andava per la maggiore in Lombardia.

Ai tempi, il Volley femminile era considerato veramente uno sport molto marginale e non era chiaro cosa l’operazione potesse dare e soprattutto se fosse in grado di tenere in vita il palazzetto bustocco. Infatti fino al 2007 la squadra di volley femminile di Busto Arsizio, si barcamenò in Serie A2, sostenuta praticamente solo dalla passione della famiglia Forte che di conseguenza teneva in vita il palazzetto stesso.

La svolta per il “Pala-Piantanida”, arrivò quasi in sordina a fine settembre 2005. Non un anno e mese a caso, infatti, in quel periodo erano in corso gli Europei di volley; l’Italia maschile si aggiudicò il titolo e quella femminile si piazzò al secondo posto.

Sulle ali dell’entusiasmo e facendo leva sulla cronica mancanza di strutture italiane, il palazzetto dello sport bustocco, anche per la sua vicinanza con Milano, con l’aeroporto di Malpensa e con tutti i collegamenti vicini divenne “di colpo” interessante anche a livello di Federazione Volley.

Per il palazzetto dello sport bustocco, al tempo conosciuto come “il palestrone” o con altri nomi poco edificanti, si paventava così la possibilità di diventare la futura sede dei ritiri della nazionale di pallavolo, maschile e femminile, diventando una sorta di “Coverciano del volley”.

Un percorso che era però iniziato lentamente già tempo prima quando la struttura rispose al meglio con la proposta e l’organizzazione di eventi sportivi di livello nazionale come le “Partite per la Vita”; il match di World League di volley tra Italia e Cuba, il derby di basket Milano-Varese, la “Partita dei Giganti” tra Armani Jeans Milano e l’allora corazzata europea Benetton Treviso.

Il “Pala-Piantanida” dal 1 maggio 2006, andò così in carico all’Agesp, municipalizzata di Busto Arsizio erogatrice di diversi servizi. Nel dicembre 2006 venne firmato lo storico accordo con la Inticom, azienda d’intimo e moda mare con sede a Gallarate. L’azienda attraverso il proprio marchio Yamamay, prese così a sponsorizzare sia la società di pallavolo femminile “Futura Volley”, che l’impianto.

Sotto la gestione del Sindaco Gigi Rosa, iniziò così un nuovo piano di ammodernamento, che vide la rivisitazione dell’acustica, venne creata un’area-accoglienza adeguata (con tribuna-stampa, bar, funzionamento degli ascensori), e iniziarono gli studi per rendere fruibili al massimo i parcheggi antistanti al palazzetto che al tempo erano asfaltati solo per una piccola parte.

Era fondamentale però risolvere anche il problema del fondo del campo da gioco, considerato troppo “duro” per la Federazione, che offrì gratuitamente la copertura in tareflex, unica superficie omologabile per gli incontri internazionali, che, tra le altre cose, sarebbe stata utilizzabile dalla Futura Volley.

Già nell’agosto del 2008 il tempo del “palestrone”, “brutto anatroccolo”, “cattedrale nel deserto”, “daneè trà via”, era praticamente terminato.

L’impianto continuava a farsi più bello e accogliente, rivelandosi a poco a poco un palazzetto dello sport di tutto rispetto, da fare invidia a molti capoluoghi di provincia e non solo.

Con la giunta guidata da Gigi Farioli, venne nuovamente cambiato e adeguato il terreno di gioco, con una pavimentazione flottante a pannelli smontabili certificata Fiba di primo livello, omologata anche per il basket. Vennero installati 32 metri quadri di pannelli elettronici a led ad alta risoluzione per la pubblicità e informazioni varie a lato del campo stesso. Interventi per circa 100.000 euro; compiuti in piena collaborazione fra “Agesp Holding” e “Yamamay Futura Volley”, con il fondamentale apporto dello sponsor.

Intanto continuava la scalata sportiva dalla “Futura Volley-Yamamay” salita in A1, al termine della stagione 2006/07, e nel 2008/09, giungeva alla doppia semifinale, quella dei play-off scudetto e quella di Coppa Italia.

Nel 2010 però si andò vicini al clamoroso punto di rottura, per un primo “eccesso” di richiesta del “PalaPiantanida”. Il volley femminile con il tempo era cresciuto come passione e investimenti. A Villa Cortese vicina e confinante con Busto Arsizio era sorta una nuova realtà di pallavolo, fondata proprio da chi a metà degli anni 70′ aveva fatto nascere la “Cistellum Volley” ovvero Suor Carla Croci, nel frattempo trasferita e diventata villacortesina. Il “Gruppo Sportivo Oratorio Pallavolo Femminile Villa Cortese” in pochi anni era diventata una vera potenza pallavolistica grazie anche anche agli sponsor MC e Pietro Carnaghi. Nasce una forte rivalità, dovuta anche al fatto che Carnaghi è bustocco. Le due società di Busto Arsizio e Villa Cortese, crescono in maniera esponenziale e arrivano ad affrontarsi per la prima volta in A1, nel dicembre 2009, proprio al “PalaPiantanida-Yamamay”, che va esaurito nei primi giorni di prevendita.

Sono derby di altissima classifica e al calor bianco, con le bustocche che nel marzo 2010 conquistano la Coppa CEV, una sorta di Coppa UEFA della pallavolo femminile.

Il pubblico della “MC-Carnaghi” cresce, però non ha un palazzetto adatto e la società è costretta a spostarsi a Castellanza, facendo anche lì sempre il pieno. Puntando però al palazzetto bustocco per crescere ulteriormente. Però qua arriva il niet della Yamamay che ha la gestione del “Pala-Piantanida”, andando anche allo scontro con lo stesso comune di Busto Arsizio.

La società di Villa Cortese nel 2010, andò così a giocarsi, senza successo, la sua finale scudetto a Milano, conquistando però la sua prima Coppa Italia.

Nel 2011 le due squadre si affrontano nella semifinale scudetto, a Busto per la Futura, al Forum di Assago per la società di Villa Cortese che conquista ancora la finale, dove viene però nuovamente sconfitta. Si rifà parzialmente vincendo nuovamente la Coppa Italia. Il campionato 2011-12, è il culmine della rivalità con il “Pala-Piantanida-Yamamay”, sempre pieno e Villa Cortese sempre a Castellanza, soffrendo per la mancanza di spazi. Le due formazioni arrivano a giocarsi la finale scudetto, bustocche sempre in casa, villacortesine al Forum. L’ultima gara si gioca proprio Busto, con un palazzetto esaurito, da giorni. Vince la “Futura Volley-Yamamay”, che poi si aggiudica nuovamente anche la Coppa CEV e la Supercoppa italiana, battendo ancora Villa Cortese. E’ praticamente questo l’ultimo atto della rivalità perchè di lì a poco la “MC-Carnaghi”, cede il suo titolo sportivo.

Nell’estate del 2011, il “PalaYamamay”, viene sottoposto a un ulteriore maquillage, dal costo di circa 900mila Euro, per prepararlo per la tappa degli Europei femminili di settembre.

Ampliata la zona dietro le panchine (“War Map Area” per un totale di 170 metri quadrati), tutta l’attrezzatura sostituita con materiale Senoh (pali, copripali, rete e seggiolone del direttore di gara) omologato dalla Fivb, il che garantisce al PalaYamamay la licenza per poter ospitare anche i campionati mondiali. Completamente rinnovati, gli interni di tutti gli spogliatoi. Nuovo l’impianto di condizionamento portato al risparmio energetico. Installazione di un maxi-schermo a led di dimensioni 5×4, posizionato sopra la curva.

Il cambiamento più gradito però è stato quello del parcheggio di viale Gabardi, che dopo anni di attesa, trova soluzione a uno dei suoi annosi problemi con l’asfaltatura dell’area adiacente al palazzetto dello sport. Uno spazio di oltre 10 mila metri quadri in grado di ospitare 400 auto (con i 175 già esistenti nel secondo posteggio si arriva a oltre 500).

Il 6 agosto 2012, il “Pala-Piantanida-Yamamay”, viene praticamente distrutto da un violento nubifragio, che lo scoperchia quasi interamente ne allaga gli interni.

I lavori vengono eseguiti dalla holding del settore ambientale “Unendo Energia” che proprio da quell’anno prende ad affiancare nella sponsorizzazione della squadra il marchio Yamamay.

Nella primavera del 2013, il parcheggio esterno, viene completamente coperto da pannelli solari in grado di produrre 750kwh. Pochi mesi dopo sulla copertura a curva del palazzetto, è applicato un nuovo impianto fotovoltaico di circa 200Kwh.

Esattamente tre anni dopo il nubifragio, la “Unendo-Yamamay”, sotto la presidenza di Giuseppe Pirola, firma una convenzione con il Comune di Busto Arsizio, che garantisce alla Futura Volley Busto Arsizio la gestione dell’impianto “PalaYamamay-Maria Piantanida” per 24 anni, fino al 2039.

A oggi, è di gran lunga il miglior impianto per la pallavolo di tutta Italia, ma è anche tra i migliori palazzetti polifunzionali. I suoi 4.490 posti complessivi, vanno ormai da diversi anni sold-out, spesso e volentieri.

Come nel caso dell’esordio della “Powervolley-Reviere Milano”, che ha fatto registrare 4.300 spettattori. Ed è un dato che fa riflettere considerando che si tratta di una squadra che praticamente non ha radici nel territorio, ma ha saputo sfruttare al meglio l’onda lunga del volley femminile, portando il palazzetto bustocco a essere il più gremito dello sport a Nord di Milano, superando ampiamente anche come presenze quello del basket varesino. E confermandosi come tra uno dei più gremiti di tutta Italia. Stracciando impietosamente anche le presenze sui vari campi da calcio tra altomilanese e varesotto, che messe assieme non arrivano nemmeno a sfiorare lontanamente quelle fatte registrare al “PalaPiantanida-Yamamay”.

Pubblicato su: www.labissa.com 

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