La Casa sulla Cascata di Frank Lloyd Wright

La prima cosa che si può pensare vedendo casa Kaufmann “toh, guarda la realizzazione in grande della casetta sugli alberi, sogno di ogni bambino, croce e delizia di tanti genitori”.

Effettivamente guardando questa costruzione, così diversa, sicuramente avveniristica, si era alla fine degli anni ’30, la cosa che più colpisce è la sua posizione che sembra precaria, insolita, quasi magica.

Eppure sta ancora lì, con qualche acciacco, qualche crepa, immersa nel verde, custode dell’acqua che scroscia ai suoi piedi.

La genialità di Wright ha voluto sfidare la natura, cercando di rubare un angolo particolare e meraviglioso dove vivere.

La casa sulla cascata, una delle opere più famose del grande architetto statunitense Frank Lloyd Wright (1867–1959), era da lui definita come “la perfetta sintesi armonica realizzata tra foresta, acqua, rocce ed elementi dell’edificio”.

Secondo Wright, la progettazione architettonica deve essere in armonia tra l’uomo e la natura, tra ambiente costruito e ambiente naturale, con l’integrazione di tutti gli elementi come parte di un unico e interconnesso spazio – architettonico.

La Casa sulla Cascata venne costruita tra il 1936 e il 1939 vicino alla cascata sul torrente Bear Run nei boschi della Pennsylvania, nei pressi della cittadina di Stewart, per Edgar J. Kaufmann, un ricco imprenditore che, con l’idea di una casa per il tempo libero, si era affidato alle architetture di Wright.

Nel 1929 l’architetto era diventato amico del figlio di Kaufmann, iscrittosi alla Fondazione Taliesin fondata dallo stesso artista.

Edgar Kaufmann Jr. pagò tutti i plastici e i bozzetti che saranno poi esibiti nelle grandi mostre e convegni per far conoscere l’architetto in tutto il mondo.

Tra il 1957 e il 1960 furono eseguite numerose opere di manutenzione sui solai dei terrazzi troppo sporgenti, sostituzione periodica dei vetri degli infissi che si fessuravano con il gelo, rafforzamento delle scale sospese con pilastri in acciaio per contenere le piene primaverili della cascata.
Nel 1963 la Casa è donata alla Western Pennsylvania Conservancy diventando un luogo di visite di turisti da tutto il mondo e nel 1991 l’American Institute of Architects la decretò come l’edificio più significativo degli USA.

La Casa è su un’area boscosa attraversata da un torrente il cui percorso è reso irregolare da dislivelli del terreno e grandi rocce, mentre da bosco una strada carrabile conduce a un piccolo ponte sul corso d’acqua e prosegue in un sentiero che raggiunge l’ingresso decentrato della casa.

Gli alberi e alcuni terrapieni in pietra nascondono fino all’ultimo l’edificio, dandogli una sua perfetta integrazione nel contesto, dove la pietra naturale si fonde con le strutture di cementi armati color beige che si amalgamano come in un unico impasto.

Wright scelse di posizionare la casa lungo il fiume, che è il vero protagonista del progetto di residenza, quindi non solo elemento del paesaggio.

Gli ambienti interni sono separati dall’esterno con vetrate continue e attorno ai quattro pilastri centrali in pietra si organizzano i piani orizzontali che si protendono in tutte le direzioni, generando una serie di terrazze aggettanti, con l’idea astratta della stratificazione della pietra sulle sponde del torrente e nello spazio circostante.

I tre piani della casa sono gradualmente lontani dal corpo roccioso centrale, l’asimmetricità dei corpi e lo slittamento dei volumi riflettono ed esaltano l’organico disordine proprio della natura del luogo, per dare l’illusione che la cascata prodotta dai dislivelli del terreno sgorgasse direttamente dalla costruzione.

Anche i materiali impiegati contribuiscono a sottolineare quest’aspetto, come la pietra locale alternata a cemento armato, in origine color albicocca, per richiamare la stratificazione rocciosa del sito.

Attorno al camino Wright progettò suoi spazi: verso sud il soggiorno, a sbalzo sulla cascata; verso est l’ingresso; verso ovest la cucina; verso nord una stretta striscia per le scale e sala da pranzo, il tutto organizzato per mezzo di quattro pilastri bassi e massicci, che definiscono la campata centrale del soggiorno.

Gli interni si sviluppano su tre piani, quello inferiore è riservato agli ambienti di servizio e costituisce il basamento della costruzione, sostenuto a sua volta da blocchi di cemento e pietra che emergono dall’acqua della cascata; il piano superiore ha il soggiorno con il grande camino in pietra, fulcro dell’edificio, mentre un grande terrazzo proietta il soggiorno verso sud e verso est si trova l’ingresso, verso ovest la cucina e a nord la sala da pranzo e la scala che conduce al piano superiore dove si trova la zona notte.

Le camere e i bagni sono orientati a est-ovest, permettendo di controbilanciare il grande terrazzo del salone al piano inferiore.

Un percorso protetto da una pensilina conduce, nel bosco, all’ala destinata agli ospiti, poco distante, costruita dopo il completamento del fabbricato principale, con una zona giorno e una camera da letto, aperte su un terrazzo parzialmente occupato da una piscina.

Nel tempo la casa ebbe qualche problema, già all’inizio per convincere l’impresa a togliere i casseri e i sostegni, lo stesso Wright dovette mettersi sulla terrazza più alta per dimostrare la totale assenza di pericolo.

Nel 1996 venne comunque messa in opera un’opera di restauro e rinforzo, inserendo acciaio nelle parti strutturali principali.

Casa Kaufmann aveva attirato l’attenzione di Alfred Hitchcock che avrebbe voluto inserirla nel film Intrigo Internazionale (1959) come abitazione del personaggio Vandamm, ma la famiglia proprietaria non dette l’autorizzazione e quindi ne vennero riprodotti gli ambienti e nulla fu girato in loco.

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