Il Palio di Legnano e la sua genesi storica

Il Palio di Legnano è una delle manifestazioni commemorative più storiche della Lombardia. Le prime tracce ufficiali iniziano già nel 1300 fino ad arrivare ai giorni nostri. Ma più che la corsa, senz’altro avvincente e molto seguita, è il corteo storico che rende il Palio di Legnano un evento unico nel recupero della memoria e delle tradizioni. E’ una manifestazione che vive ormai tutto l’anno con impegni vari e rievocazioni in stile che si susseguono e che coinvolgono un numero sempre maggiore di persone. Migliaia di persone che lavorano dietro le quinte, per una lunga opera di preparazione da parte delle otto contrade per ricostruire l’abbigliamento delle diverse classi sociali del Medioevo.

Oltre 1.200 figuranti tra dame, cavalieri, cavalli che sfilano poi per la città collocano il palio di Legnano, con Siena e Asti, tra i più seguiti d’Italia.

E’ molto probabile che la vittoria sul Barbarossa a Legnano sia stata ricordata subito dopo la battaglia e negli anni immediatamente successivi. Le commemorazioni più antiche di cui si abbia traccia documentata, si sono svolte il 28 maggio 1393 a Milano nella basilica di San Simpliciano, già al centro di diverse vicende legate alla battaglia. Nel documento, si prescriveva ai magistrati della città di predisporre una processione solenne a completamento della cerimonia civile che si sarebbe dovuta concludere alla basilica. All’epoca ogni celebrazione civile era infatti accompagnata da una funzione religiosa. Nell’occasione fu decretato che il 29 maggio, data della battaglia di Legnano, fosse giorno di festività civile e religiosa in tutto il contado milanese. I rappresentanti del comune di Milano avrebbero dovuto partecipare alla processione ogni anno, come si legge su un documento dell’epoca.

Nel 1499, con l’occupazione del Ducato di Milano da parte dell’esercito francese, la festività venne prima soppressa, per essere poi ripristinata da san Carlo Borromeo nel 1596, e infine nuovamente sospesa dal 1784.

Il 29 maggio tornò a essere ricordato durante il dominio austriaco. Le commemorazioni più importanti furono quelle del maggio 1848 a Milano durante i moti insurrezionali, con un evento solenne nella basilica di Sant’Ambrogio, e quelle del 1876 a Milano e a Legnano in occasione del settimo centenario della battaglia.

In quella data, Leopoldo Marenco scrisse un componimento che fu musicato da Filippo Sangiorgio e che venne eseguito il 28 maggio 1876 in piazza Duomo a Milano da 200 voci e 150 musicisti.

Documentazioni presso il comune di Legnano, ricordano che dal 1865 in avanti, i festeggiamenti furono sempre più grandiosi per concorso di popolo e manifestazioni.

Nel 1876 la ferrovia trasportò gente da Milano e da altre zone, fino a tarda notte, per circa 40mila persone. Altre giunsero a piedi, sui carri per vedere i corpi bandistici e partecipare ai vari concorsi. Nello stesso anno fu ricostruita una riproduzione del Carroccio, che venne mosso nell’occasione da buoi; fu montato anche uno sperimentale impianto di luce elettrica e ci fu un lancio di aerostati. La svolta si ebbe il 29 giugno 1900, con l’inaugurazione del monumento al Guerriero di Legnano di Enrico Butti: da questa data i festeggiamenti ufficiali della battaglia vennero trasferiti da Milano a Legnano, con i legnanesi che iniziarono a ricordare lo scontro militare tra il Barbarossa e la Lega Lombarda con cadenza annuale. Da quell’anno in avanti la giornata del 29 maggio, fu sempre ricordata con qualche particolarità, Concorsi bandistici, gare di tiro a segno con una sfilata di uno squadrone di cavalli, montati da uomini con maglie in ferro. Nel 1922 e per alcuni anni a seguire, uno squadrone di cavalieri in costume nero della così detta “Compagnia della morte”, attraversò la città.

La prima proposta di organizzare un evento con il contributo dell’Amministrazione comunale legnanese, fu ipotizzata nel 1926 da Carlo De Giorgi, giornalista ed esponente locale del fascismo, per ricordare i 750 anni dalla battaglia. Tentativo che andò abortito per la mancanza di fondi.

La prima manifestazione predisposta ufficialmente dalle autorità cittadine legnanesi, ebbe luogo nel 1932, sempre su iniziativa di De Giorgi. Questa volta il proposito andò in porto, approfittando anche del mutato clima politico. Il fascismo, già da tempo, era impegnato a stimolare la nascita di eventi che celebrassero l’orgoglio nazionale anche con l’elargizione d’importanti finanziamenti. Uno di questi eventi fu appunto la battaglia di Legnano.

La manifestazione, venne chiamata “Festa del Carroccio” e si tenne con il pieno appoggio dell’Amministrazione comunale.

La città venne divisa in dieci contrade, sull’appartenenza territoriale, che entrarono in competizione per aggiudicarsi il titolo. San Bernardino, Legnarello, San Martino, Sant’Erasmo, Sant’Ambrogio, San Domenico, Flora, San Magno, Ponzella e Olmina. La manifestazione comprendeva una fiera gastronomica, allestita nelle attuali vie Diaz e Matteotti, una sfilata storica per le vie cittadine e una gara ippica con le contrade. Purtroppo la festa si concluse tragicamente con la morte di un fantino di soli quindici anni e per questo, negli anni immediatamente successivi, la gara ippica non fu ripetuta, mentre vennero confermati tutti gli altri eventi.

Il Palio di Legnano, nella sua versione moderna, come lo conosciamo oggi, venne organizzato per la prima volta domenica 24 maggio 1935, tra le dieci contrade. Nelle edizioni prebelliche la vittoria al Palio non era determinata solamente dalla gara ippica, ma anche da altre tre competizioni: una corsa a piedi, una gara ciclistica e una competizione automobilistica. Venne anche riproposta la corsa ippica, che fu vinta dalla contrada San Domenico.

Dalla successiva edizione, 1936, la denominazione dovette cambiare per una precisa disposizione di Benito Mussolini, che stabiliva che la denominazione “Palio” doveva essere riservata esclusivamente alla tradizionale manifestazione senese. La rievocazione legnanese assunse allora il nome di Sagra del Carroccio.

Da questa edizione le contrade scesero a nove, con la soppressione di quella della Ponzella (territorio che confluì in parte in quella di San Bernardino, in parte in quello de La Flora). Le contrade ebbero maggior peso, e il 3 Reggimento “Savoia Cavalleria” di Milano venne coinvolto nella sfilata storica, con il compito di rappresentare “la Compagnia della Morte”. Nel 1937 il numero delle contrade scese alle otto attuali, con l’eliminazione della contrada Olmina che confluì in quella di Legnarello. All’edizione del 1939 presenziarono i principi di Savoia, alcune personalità militari e civili di Milano e le rappresentanze dei comuni, un tempo coalizzati nella Lega Lombarda. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, questa fu l’ultima edizione, anche perché, con il patto di alleanza con la Germania, gli organizzatori, ma anche i governati della nazione, non volevano irritare l’alleato tedesco con una manifestazione che richiamasse una vittoria militare italiana su armate germaniche.

La Sagra del Carroccio venne ripresa poi nel maggio del 1952 per iniziativa dell’associazione Famiglia Legnanese, del prevosto della città e del comune di Legnano, sganciata però dai significati politici imposti dal regime. Il 1954 è un po’ l’anno di svolta della manifestazione, perchè entra ufficialmente annoverato tra le storiche italiane. E una rappresentanza della Sagra del Carroccio, venne invitata alle celebrazioni Colombiane che furono organizzate a Genova dal 3 al 15 ottobre. L’anno successivo fu istituito “Il collegio dei capitani e delle contrade”, la cui funzione è ancora oggi quella di coordinare le attività, le azioni e gli intenti degli stessi.

Nel 1961 il Carroccio utilizzata nella manifestazione legnanese, partecipò al corteo storico organizzato a Torino in occasione del centesimo anniversario dell’Unità d’Italia.

Dal 1971, nella corsa ippica, venne decretata l’abolizione della sella con il ritorno all’obbligo, da parte dei fantini, della monta a pelo, tipo di cavalcatura che aveva caratterizzato già le prime edizioni del Palio. Una scelta che portò alla partecipazione dei più famosi fantini del Palio di Siena.

L’edizione del 1976 vide l’ottavo centenario della battaglia. Nell’occasione vennero organizzati diversi eventi collaterali. Tra i più spettacolari, i capitani delle contrade furono i protagonisti, il 2 e 3 aprile, di una cavalcata rievocativa in costume d’epoca il cui percorso si snodò tra Legnano e Pontida, sede del leggendario giuramento.

Sempre nello stesso anno venne predisposta una seconda cavalcata dei capitani, questa volta destinata all’abbazia di Morimondo. Il Carroccio utilizzato nella sagra legnanese e la copia della croce di Ariberto di Intimiano vennero portati, il 14 maggio, con una solenne cerimonia, alla basilica di San Simpliciano di Milano.

Venne anche organizzato, all’Arena Civica di Milano, un palio straordinario, che fu preceduto dalla sfilata storica in costume per le vie del capoluogo lombardo, dal Castello Sforzesco all’Arena Civica.

Nel 1991 una delegazione della Sagra del Carroccio formata da un centinaio di rappresentanti fu invitata alla Fête de la Renaissance di Lione, in Francia, durante la quale sfilò in costume per le vie cittadine della città transalpina riproducendo il corteo storico.

Nel 1998 venne organizzata una cavalcata in costume d’epoca dei capitani delle contrade, il cui percorso si snodò da Legnano al monastero di Cairate, luogo in cui il Barbarossa pernottò la notte precedente alla battaglia.

Nel 2002 la sfilata storica del Palio di Legnano è stata riproposta anche a New York, per le celebrazioni del Columbus Day.

Dal 2006 la manifestazione è tornata a chiamarsi ufficialmente “Palio di Legnano”. L’edizione del 2009 della corsa ippica fu invece la prima a essere disputata sulla sabbia.

Pubblicato su: www.labissa.com

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