Le farfalle di Giugi Bassani in mostra a Germignaga

Forse, se si dovesse scegliere un simbolo per la primavera e per l’estate, sicuramente uno tra i più gettonati sarebbe la farfalla.

Piccola, grande, semplicemente bianca, o coloratissima strappa sempre un oh…di meraviglia e un sorriso a chi la vede volare, la sua vita breve dona comunque quell’attimo di colorata allegria.

Sarà un Sentiero composto da 10mila farfalle-angeli quello ideato dall’artista Giugi Bassani presso l’ex Colonia elioterapica di Germignaga, che è stato inaugurato sabato 1 luglio alle 18.30 ed è visitabile fino al 16 luglio ogni sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Giugi Bassani vive e lavora in quel di Maccagno sul Lago Maggiore. Diplomata in pittura all’Accademia di Brera di Milano è stata docente di discipline pittoriche presso i Licei Artistici di Asti, Vercelli, Novara, Omegna, e di disegno all’Accademia di Belle Arti di Novara.

Artista, eclettica, attivissima, originale per la scelta dei materiali e delle sue composizioni, predilige l’arte ambientale o, come preferisce, “l’arte da vivere”.

S’inserisce nel solco della moderna sperimentazione con nuove forme espressive concependo e strutturando lo spazio con tecniche e materiali alternativi, come i giornali e la plastica riciclata che la pongono nell’ambito dell’avanguardia dell’arte moderna. Al suo attivo numerose personali, collettive e interventi ambientali anche per spazi pubblici. Particolare è lo stile delle sue creazioni nel campo della moda.

Le sue installazioni coloratissime e di forte impatto visivo suscitano sempre meraviglia tra il pubblico. Si propongo con lievità, per quella trasparenza luminosa e insospettata datata della plastica di riciclo che spesso e volentieri l’artista maccagnese usa per le sue opere e istallazioni, che riportano alle fiabe, ai racconti dell’infanzia a un mondo fatato.

Molto spesso le installazioni di Giugi Bassani giocano sulla ripetizione di elementi base negli ultimi anni, come in questo caso, un sentiero, formato da più di diecimila farfalle, che sono qualcosa in cui il singolo elemento ha un significato e non è mai inutile.

Le farfalle dell’istallazione di Giugi Bassani, coloratissime, particolari di diverse dimensioni danno proprio l’idea di volare leggere, di sistemarsi qua e là sui muri, sulle ringhiere, disegnando un vero e proprio sentiero di vita di rigenerazione. E proprio come fa la farfalla nella sua vita passando dall’essere prima bruco, come il materiale plastico usato per l’istallazione, che prima era un oggetto diverso, come l’uomo che passa attraverso diversi stadi della sua vita.

Ogni pezzo è una parte di una storia, creato col lavoro manuale, non prodotto d’industria, ma c’è anche un altro elemento che diventa centrale nella questione dell’installazione, ovvero il rapporto con lo spazio che la ospita.

Uno spazio che non è scelto a caso, ma nasce da un incontro, e pertanto dialoga con l’opera, senza che l’uno prevarichi l’altro.

Ed è stata proprio la Colonia lunga e dritta che ha portato a questo sentiero, anch’esso lungo e dritto, che raffigura il sentiero della vita, rettilineo non per l’assenza di ostacoli o deviazioni, ma quale indicazione di qualcosa che ci si arriva passando i problemi di ogni giorno.

E a questo altrove, che appare nelle opere di Giugi Bassani sin dai primi dipinti, allude fortemente la figura angelica che pare proseguire la via, oltre la sala, fino al blu del lago.

La colonia elioterapica Enzo Galbiati di Germignaga, sorge, dove nel 1909, venne installato un pontile per l’attracco dei battelli. Ma ebbe vita breve perchè il luogo si rivelò presto avere scarsa profondità e poco adatto all’uso.

La struttura rimase diverso tempo inutilizzata, passando poi attraverso ampliamenti vari. Fino a quando il Comune di Germignaga decise di sistemare completamente l’area. Fu nel 1929 che si pensò di utilizzare l’ex pontile dell’approdo lacuale, in disuso da oltre dieci anni, per realizzare una struttura finalizzata alla cura dei bambini.

La colonia elioterapica venne così progettata dal geometra Carlo Gracchi, all’epoca tecnico del Comune di Luino, sullo stile imperante nel periodo, il razionalismo, venendo inaugurata solennemente nel 1933.

La forma della colonia le ha fatto poi attribuire il nomignolo di “La Bislunga”, poiché è un edificio unico nel suo genere, somigliante a una grossa nave a ponti sovrapposti, all’attracco, infatti, è raro trovare lungo i laghi degli edifici che si allungano sullo specchio d’acqua.

L’accesso dalla strada principale è indicato da un arco che introduceva a un viale alberato, fiancheggiato da nicchie dove prendevano posto i “balilla” durante le celebrazioni.

Per alcuni anni, centinaia di giovani ragazzi e ragazze passarono la loro estate in riva al lago, con divise unisex a pantaloncini corti e maglietta bianca, fino all’estate del 1948, che fu l’ultimo anno di funzionamento come colonia elioterapica.

L’edificio venne a questo punto adibito a uso magazzino e messo a disposizione di varie associazioni locali, ma iniziò anche un lento e progressivo invecchiamento, anche a causa delle frequenti esondazioni del lago Maggiore che danneggiarono sensibilmente la struttura.

Si arriva così al 2009, quando partì un progetto di riqualificazione e restauro, cofinanziato da Amministrazione comunale e Regione Lombardia per il tramite dell’Autorità di bacino dei Laghi, curato dallo studio associato Ingg. Giuseppe e Clara Ambrosetti e geom. Claudio Colombo in collaborazione con il geometra Fausto Tagliani di Varese.

La Sovrintendenza ai beni architettonici di Milano fu però subito chiara per il progetto. Bisognava riportare l’edificio allo stato in cui si presentava al momento della sua inaugurazione nel 1933, salvaguardandone l’immagine storica in ogni suo dettaglio.

I lavori sono stati riparti tra 2009 e 2012, con il collocamento di un molo galleggiante, per permettere l’accesso anche via lago. Dal 2013 al 2015, gli interventi conclusivi, con la sistemazione dell’interno dell’edificio, la posa degli impianti tecnologici e l’integrazione del pontile galleggiante.

Oggi dopo anni di abbandono e poi di recupero, l’edificio della Colonia Elioterapica è stato completamente ristrutturato e inaugurato il 17 ottobre 2015, diventando un polo di aggregazione culturale dove si tengono mostre, esposizioni, conferenze ed eventi d’interesse collettivo.

Pubblicato suwww.labissa.com

Fonte: testo di presentazione dell’installazione del dottor Marco Fazio , sindaco di Germignana.
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