ORNAVASSO: ” Festa del Primo Maggio: la Vita tra Leponti e Walser “

Ornavasso posta all’imbocco della Val d’Ossola è da millenni punto di snodo e di passaggio da e verso Nord, verso le Alpi e il cuore dell’Europa. La sua importanza storica si perde nella notte dei tempi. I boschi e le rocce della Val Grande, riportano presenze dell’uomo già in tempi molto antichi, troviamo, infatti, massi coppellati ed incisioni rupestri varie, recanti anche le costellazioni in maniera precisa.
A fine Ottocento e poi nell’immediato secondo dopoguerra, furono scoperte due vaste necropoli nelle località “San Bernardo” (181 tombe) e “In Persona” (165 tombe). Le tombe s’inseriscono nella cultura leponzio-celtica, di cui recano iscrizioni nel relativo alfabeto.
Agli inizi del 1300 sulla montagna di Ornavasso s’insediarono gruppi di coloni Walser, provenienti dal Vallese svizzero. Alla fine del secolo il borgo e il territorio circostante erano diventati già un’isola linguistica tedesca e rappresentavano l’insediamento più meridionale dei Walser nell’Ossola.
I coloni si dividevano tra l’attività dei campi, compiendo la bonifica della pianura, e l’estrazione del marmo dalla cava di Candoglia, che era convogliato poi lungo il fiume Toce, quindi al lago, fino a Milano, dove veniva utilizzato per la costruzione del Duomo.
La lingua tedesca-vallesana (lingua walser) andò scomparendo nel corso dell’800: le ultime testimonianze si hanno infatti intorno al 1863. Il dialetto attuale, di tipo insubre, conserva comunque ancora tanti termini del lessico tedesco e una spiccata pronuncia. Alla lingua walser appartengono numerosi toponimi, soprattutto quelli presenti sulle montagne di Ornavasso e Migiandone. Il sito del comune porta il logo Gemeinde Urnafasch, a rimarcare ulteriormente le proprie origini e le radici profonde
Il filo della storia così antica e particolare viene riannondato ogni anno il Primo Maggio, con la festa dal nome significativo: “La vita tra Leponti e Walser”. Una manifestazione tra storia, profonde radici, tradizioni, prodotti tipici locali, degustazioni, visite guidate, che richiama migliaia e migliaia di turisti, superando i diecimila visitatori nelle ultime edizioni.
La scelta di tenere la manifestazione, proprio il primo maggio, giornata dedicata alla festa dei lavoratori, non è solo dettata dall’approfittare di un eventuale ponte vacanziero. E’ una scelta precisa, un omaggio vero e proprio ai Leponzi, perchè in antichità, nella giornata in cui cade il Primo Maggio, si celebrava la festa celtica di Beltane. Una delle quattro feste dell’anno celtico, tutte legate al ciclo della natura e del sole. Beltane, significa letteralmente “fuoco di Bel” ed è la festa del dio Bel o Beleno (Belenus), divinità solare e luminosa, venerata in Irlanda come nei territori occupati dai Celti e nella Gallia. Il suo culto probabilmente risale all’epoca del megalitismo ed è una delle divinità più antiche, dio pastore, guaritore e protettore delle acque termali. Una divinità pan-celtica associata sia al fuoco che all’acqua, il dio della rinascita.
La festa è carica di simbolismi solari e vitali, segna di fatto la fine dell’Inverno e l’arrivo della buona stagione, il momento in cui il bestiame si avviava al pascolo. Una festa sacerdotale della massima importanza, in cui i druidi o i re, riaccendevano il fuoco sacro e che veniva festeggiata con giochi e banchetti. In questo giorno erano bruciati anche dei fantocci antropomorfi.
Per quest’anno a Ornavasso la festa raddoppia, infatti la nuova Associazione commercianti, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e gli enti locali, ha improntato la manifestazione su due giornate di festa, a partire da Domenica 30 aprile fino a lunedì 1 maggio.
Presso la Piazza 24 maggio, a partire dalle ore 18.00 di domenica, accampamento e cena celtica, musica irlandese con i “Bards From Yesterday” e balli tradizionali.
Lunedì, al via fin dal mattino la manifestazione vera e propria “La vita tra Leponti e Walser”, passeggiata enogastronomica che si snoda tra il centro storico che ha ancora una forte impronta walser, per le vie del paese tra i cortili, i loggiati, le abitazioni tipiche. Tra gli antichi forni e le ottime cantine si potranno degustare le migliori specialità locali e l’eccellenza dei prodotti tipici della zona, dal pesce del vicino lago Maggiore ai salumi delle valli ossolane, agli antichi vini come il ritrovato e rilanciato Prunet. I tipici biscotti locali detti “i sassi di Ornavasso”, torta di pane, torta alla marmellata di mirtilli e molto altro ancora.
I visitatori per un giorno sono immersi in scene di vita di un tempo ritrovato, grazie alle tante associazioni locali che mantengono vive le radici e le antiche tradizioni. Molti i presenti con i tipici abiti tradizionali Walser, delle varie valli dell’Ossola e non solo. Vengono riproposti gli antichi mestieri andati persi nel tempo, come quello della lavorazione e della ricerca dell’oro, presente nel Toce e a Macugnaga. I picasass, ovvero gli scalpellini che per secoli hanno lavorato a mano la pietra locale, la lencistra ovvero l’arte dei cestari (cavagn), il “cadregatt” ovvero l’impagliatore di sedie, la lavorazione del latte e dei cereali con i vecchi strumenti, quella del legno, l’armaiolo, il fabbro, l’antica farmacia fatta con le erbe locali.
L’area artistica ed eventi vedrà la presenza della falconeria, della cornamusa, del corno delle Alpi, dell’arpa celtica, la banda musicale, la bottega dell’arte, con la partecipazione di diversi gruppi storico-folcloristici. Tra i gruppi quello dell’Associazione culturale Quatrad, esperti suonatori di musica tradizionale piemontese ed occitana, come quella prodotta nelle zone francesi di Guascogna, Bretagna, Auvergne e Berry.
Per l’accesso a tutti i cortili ed ai punti ristoro è obbligatoria l’iscrizione al costo di 12 euro per gli adulti (con sconti famiglia) dalle ore 9.30 alle 15.30 in P.zza Bianchetti e P.zza XXIV Maggio. A tutti gli iscritti sarà fornito un bicchiere, un porta-bicchiere in stoffa e la piantina del percorso.
Un’occasione per conoscere e visitare il territorio, come la storica cava del marmo di Ornavasso, con le sue gallerie scavate nel cuore della montagna. Il forte di Bara e la Linea Fortificata Cadorna con le sue trincee attraverso una comoda passeggiata che regala paesaggi spettacolari sulla Val d’Ossola, il lago di Mergozzo e il Verbano. Lo storico Santuario della Madonna del Boden (XVI° secolo), a circa 500 metri d’altezza, dove è possibile visitare la chiesa e la raccolta di ex voto. Santuario legato all’episodio miracoloso che il 7 settembre 1522 vide protagonista la pastorella Maria Della Torre.
Poco lontano si staglia la forma ottagonale del mistico, misterioso e dal richiamo esoterico Santuario seicentesco della Madonna della Guardia. Chiesa costruita su progetto di Attilio Arrigoni, architetto che fu anche il padre della della Rotonda della Besana a Milano. Luogo al centro di leggende e misteri. Circa cento anni per costruirlo, nel secolo scorso venne praticamente abbandonata e lasciata al degrado. Negli anni 90′ sono partiti alcuni lavori di recupero e conservazione.
La sua posizione e le sue direzioni, sembrano apparentemente casuali, in realtà nascondono diversi e precisissimi allineamenti astronomici solstiziali apertamente in contrasto con i principi conciliari tridentini. Nessuna delle scene raffigurate proviene dai Vangeli canonici, tutte sono prese da apocrifi. I miracoli al suo interno sembra si verificassero in grande quantità, così come le guarigioni ed altri eventi inspiegabili.
Nel piazzale di fronte al santuario si trova la torre di guardia medievale, attualmente è un campanile, che in passato veniva usata per avvertire le popolazioni della Valle d’Ossola, attraverso l’accensione di fuochi, dell’arrivo di eventuali nemici o il verificarsi di fatti gravi.
Suggestiva è anche la Via Crucis con cappelle affrescate lungo l’antica via dei pellegrini che in circa 20 minuti congiunge il Santuario con la Chiesa parrocchiale.

Pubblicato su: www.labissa.com

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