Sulla ferrovia Vigezzina-Centovalli verso l’autunno

La Ferrovia Vigezzina-Centovalli si prepara a un lungo viaggio nel cuore dell’autunno, tra i colori e i sapori più autentici, tra Italia e Svizzera, per un itinerario riservato a chi decide di dedicare qualche ora o un intero weekend alla scoperta del Lago Maggiore.

E il lungo, lento viaggio sulla ferrovia panoramica che collega Domodossola, nell’alto Piemonte, alla svizzera Locarno, sul Lago Maggiore, racchiude proprio questi semplici e genuini ingredienti.

L’autunno sui binari della Vigezzina-Centovalli diventa un’esplosione di colori e atmosfere dorate, fin dalla sua nascita, avvenuta il 25 novembre 1923.

Ripercorrendo la storia della sua costruzione si vede come quest’opera fosse molto attesa sia da parte italiana sia da parte svizzera. Venne presentata pochi mesi prima della sua inaugurazione, durante la quarta Fiera campionaria internazionale di Milano.

“L’attenzione dei visitatori era subito richiamata da una serie di carrozzoni ferroviari attaccati a una potente automotrice e posati sui binari come un treno pronto per la partenza. Vetture ampie, nuove, eleganti, dipinte in giallo chiaro: un termine di confronto a tutto danno del materiale rotabile in uso sulle ferrovie secondarie. A caratteri d’oro sulla parete esterna dei carrozzoni si leggeva una scritta: Domodossola – Locarno” dice il Touring Club Italiano del novembre del 1923.

E quei binari alpini che avrebbero chiuso, di fatto, un circuito di grandi ferrovie internazionali, congiungendo la linea del Gottardo con quella del Sempione, erano un’idea che risaliva fino alla seconda metà dell’Ottocento.

“L’idea di una ferrovia attraverso la Valle Vigezzo e le Centovalli nacque subito dopo la costruzione della grande linea del Gottardo collo scopo precipuo di unire il Gottardo col Sempione. Già nel 1851 si era costituita una commissione internazionale per uno studio di traforo del Sempione.  A questo fecero seguito altre commissioni internazionali e private, ma senza risultato” dice nel 1925 uno dei maggiori storici ossolani dell’epoca, Giovanni De Maurizi.

Nel 1898 venne costituito un Comitato Generale per la costruzione della Ferrovia Locarno-Domodossola per le Centovalli e Valle Vigezzo, che se la dovette vedere con le difficoltà finanziarie tanto da parte italiana quanto elvetica, ma alla fine la Provincia di Novara con 150.000 lire e tutti i comuni interessati con 120.000 lire contribuirono alla costruzione.

Finalmente il 12 novembre 1919 la Convenzione italo-svizzera per la costruzione della linea divenne legge e il 25 novembre 1923 si tenne l’inaugurazione.

In realtà i lavori erano finiti sei mesi prima, ma per prudenza furono ricontrollati centimetro per centimetro tutti i manufatti della linea, come ricorda sempre il Touring Club “La direzione preferì attendere che i manufatti comprese le graziose, linde stazioni, fossero terminati in ogni particolare e il personale fosse bene addestrato”.

La Vigezzina-Centovalli ha vissuto una lunga e drammatica vita nel corso del Novecento, ma non ha mai smesso di correre, nemmeno nella seconda guerra mondiale e negli anni della Repubblica partigiana dell’Ossola, nemmeno nel periodo della motorizzazione di massa e persino nel 1978 quando la val Vigezzo fu interessata da una disastrosa alluvione, che anzi fu l’occasione per migliorare ulteriormente il servizio offerto.

Oggi la ferrovia alpina, mantenendo sempre i servizi di trasporto pubblico per la comunità locale e quelli di trasporto internazionale, è in prevalenza una ferrovia turistica, importante protagonista dell’industria del turismo dell’Ossola, del Verbano e del Canton Ticino.

E davvero difficile stabilire la stagione migliore per viaggiare a bordo dei treni bianchi e blu della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, ma per i passeggeri che scelgono proprio questo periodo, non c’è dubbio che è l’autunno, adatto per il lento viaggio sui binari che collegano Piemonte e Canton Ticino, tra Alpi e Lago Maggiore.

Ferrovia alpina per eccellenza, la Vigezzina-Centovalli attraversa molti paesaggi suggestivi, che in questa stagione, cambiano radicalmente l’esperienza di viaggio di chi ha già percorso la medesima tratta in altre stagioni, grazie alle calde tonalità delle foglie che infiammano i boschi, i pascoli dorati che illuminano le montagne, il sottobosco ricco di frutti della terra e di profumi che solo l’autunno può dare nei territori attraversati dalla linea ferroviaria dichiarata poco tempo fa dalla RAI come “la ferrovia panoramica più bella d’Italia”.

Il viaggio può iniziare da uno dei due capolinea o anche dalle stazioni intermedie ma, grazie all’atmosfera rarefatta del Lago Maggiore in versione autunnale, può essere Locarno il punto di partenza migliore, grazie al suo essere una bella ed elegante cittadina adagiata sul versante svizzero del Lago Maggiore.

Dopo essere saliti a bordo, lo sguardo arriverà ai filari ambrati della tradizione vitivinicola del Ticino, anche nell’area attraversata da questi treni, legata al vitigno del Merlot, i cui vini prodotti su queste meravigliose colline sono davvero molto apprezzati in Svizzera e non solo.

Più in alto l’attenzione dei viaggiatori arriverà ai pianori baciati dal sole, circondati dalle cime imbiancate dalla prima neve, e poi ancora, tra viadotti vertiginosi e profonde gole, si spingerà nel cuore della montagna ticinese, per ammirare i borghi in pietra delle Centovalli, con i tipici grotti dove si possono gustare salumi, minestrone, risotto, polenta con brasato, coniglio, funghi, castagne e formaggi d’alpeggio.

Il passaggio attraverso la frontiera italo-svizzera porta alla Val Vigezzo, che anche nel periodo autunnale merita una visita approfondita, con manifestazioni golose e ricche di tradizioni montane, come la Mostra Bovina della razza Bruna Alpina, nella prima domenica di ottobre, a Santa Maria Maggiore, centro principale della valle.

Ci sono anche varie degustazioni di prodotti tipici, anche in occasione di sagre ed eventi molto frequentati, come “Fuori di Zucca” a Santa Maria Maggiore il terzo fine settimana di ottobre, oltre alle proposte speciali studiate dalla Ferrovia Vigezzina-Centovalli e disponibili sul sito ufficiale, come “Un viaggio da gustare” e “A tutta birra”, che fanno conoscere le tradizionali preparazioni gastronomiche locali, in un vero e proprio viaggio nel gusto.

In autunno, la Val Vigezzo, conosciuta come Valle dei Pittori, regala anche scorci davvero unici e meravigliosi: dai graziosi borghi dalle architetture tradizionali della bassa valle fino ai 2.000 metri delle cime più alte, con paesi e paesaggi illuminati dai caldi colori della stagione più suggestiva dell’anno, mentre i boschi della valle alpina accolgono i viaggiatori in piacevoli passeggiate alla ricerca dei frutti del sottobosco, come castagne, funghi e noci.

Il viaggio, arrivato al punto più alto della linea, prosegue in discesa attraversando montagne e colline in avvicinamento a Domodossola, il capolinea italiano, che ha nel suo centro storico un gioiello architettonico quale Piazza Mercato, oltre a meritare una sosta culturale nei musei o nei ristoranti tipici del centro cittadino.

Ulteriori informazioni sulla Ferrovia Vigezzina-Centovalli sono consultabili sul nuovo sito web www.vigezzinacentovalli.com e su Facebook: www.facebook.com/FerroviaVigezzinaCentovalli

Pubblicato su: www.labissa.com 

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