Laveno Mombello Buongiorno Ceramica 2017

Dal 2 al 4 giugno torna con la terza edizione a Laveno Mombello, in provincia di Varese, Buongiorno Ceramica!, la manifestazione promossa da AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica, organizzata con Artex, dedicata all’Italia, il paese dove la ceramica artistica e artigianale è simbolo di grande eccellenza, qualità e creatività.

Quest’originale festa della primavera dell’arte sarà diffusa per i centri storici di 37 città della ceramica sparse in 15 regioni in Italia.

Buongiorno Ceramica!  A Laveno Mombello sarà un lungo week-end di eventi con lo scopo di valorizzare una delle più belle eccellenze artigianali e artistiche italiane, tra artisti e artigiani del settore, fra tradizione e innovazione e i luoghi dove quest’arte tuttora è viva.

Ci saranno aperture straordinarie delle botteghe artigiane, al MIDeC verrà inaugurata una mostra con l’allestimento di una collezione di servizi da caffè del novecento prodotte dalla S.C.I. Società Ceramica Italiana di Laveno con anche una serie di performances di artisti in un’estemporanea di scultura, laboratori, dimostrazioni di tornio e decorazione, ma anche il piacere di fare shopping nelle botteghe e la mostra-mercato della ceramica presso l’Infopoint di Laveno.

Presso la hall dell’Hotel De Charme verrà allestita una mostra fotografica di Archeologia Industriale con le immagini del complesso architettonico dell’ex stabilimento Lago, oggi dismesso.

Ci sarà anche una serie di concerti a Villa Frua e a Palazzo Perabò, inoltre i negozi del centro di Laveno allestiranno vetrine a tema.

La nascita dell’industria delle ceramiche di Laveno Mombello risale al 1856, quando tre dipendenti dello stabilimento San Cristoforo di Milano fondarono la Società Ceramica Carnelli, Caspani, Revelli e C.

La produzione iniziò nell’ex fabbrica di vetri Franzosini con 36 operai e nel 1871 si decise di acquisire la vecchia caserma di San Michele, dove furono installati tre forni intermittenti a fiamma rovesciata.

L’impresa ebbe una svolta nel 1883 quando si decise di trasformare la società in una nuova S.p.A. la Società Ceramica Italiana, con un capitale sociale di 600.000 lire sottoscritto dal Credito Lombardo.

Dopo l’assunzione, nel 1916, della direzione da parte dell’ingeniere Luciano Scotti che aveva sposato la figlia di Antonio Casanova, il maggior azionista dell’azienda, con il cognato Tommaso Bossi, cominciò il periodo d’oro per l’azienda, con lo scopo di aumentare la dimensione degli impianti e la produttività e inserire processi di lavorazione più avanzati.

Il rinnovamento si estese anche all’aspetto stilistico della produzione, grazie all’arrivo a Laveno dell’architetto Guido Andlovitz che divenne il direttore artistico e che si confrontò con Giò Ponti del rivale Richard Ginori.

Negli anni Trenta fu avviata, nella stabilimentoVerbano, la produzione della porcellana da tavola grazie a una collaborazione con società tedesca Rosenthal e, successivamente, di una serie d’isolatori molto richiesti in seguito all’elettrificazione delle linee ferroviarie.

Dopo la difficoltà della seconda guerra mondiale, Scotti inaugurò lo stabilimento Ponte, ove fu portata la produzione della terraglia, mentre alla Lago arrivò il settore dei sanitari che vide come protagonista indiscussa la professoressa Antonia Campi, subentrata all’Andlovitiz.

 

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