Noche de Tango a Casa Pogliaghi di Varese

 

Per un weekend tutto da ricordare, il Tango Social Club di Varese, porterà l’atmosfera di questo sensuale ballo nell’Atelier della Casa Museo Pogliaghi, al Sacro Monte di Varese, per la serata di sabato 23 luglio.

A Casa Pogliaghi, tra le altre opere si può ammirare il gesso originale del Portale del Duomo di Milano, opera dello scultore Lodovico Pogliaghi.

Il nuovo allestimento del museo, progettato per la nuova apertura, si avvicina il più possibile a quello della casa degli anni Cinquanta del Novecento, mantenendo l’originale e personalissima disposizione degli arredi e delle opere voluta dallo stesso Pogliaghi.

La serata di sabato 23 luglio è una buona occasione per far conoscere agli amanti del tango la Casa Museo, vero scrigno di tesori, angoli suggestivi di preziosità e rarità, che ricordano come Lodovico Pogliaghi abbia dedicato la sua vita all’arte, per questo ci sarà visita guidata prima dell’inizio della Milonga.

A suonare sarà il gruppo “Musicalizador Maurizio Soldà”, che proporrà “tandas y cortinas” nella migliore tradizione.

Il Tango Social Club è composto da un gruppo di appassionati del Tango argentino che vivono a Varese e dintorni, attivi da molti anni, in preda a una vera e propria tango-dipendenza.

La Milonga è il tango antico, figlio dei ritmi negrèri, nato dall’habanera cubana, mescolato ai ritmi creoli e alla musica europea, che venne portata degli emigranti arrivati nella regione del Rio della Plata (Argentina, Uruguay).

Quando il Tango è diventato più famoso, la milonga è diventata una specie di tango più veloce e dal ritmo più marcato. Veniva ballata in ambienti più poveri e umili, con un codice di comportamento ben preciso.

Milonga, secondo alcuni, è un termine d’origine africana e significherebbe “parola”. In Sud America è sinonimo di confusione, o anche litigio.

Con il termine Milonga, s’indica anche il luogo dove si balla il tango, come condivisione e come comunicazione tra persone.

I ballerini sono detti “milongueros” e danzano in tondo, al limite tra la pista e i tavoli, procedendo in senso antiorario.

Il gruppo “Tango Social Club” ha non solo l’intento di promuovere questo ballo, ma l’idea di offrire una Milonga stabile a Varese, che diventi un luogo d’incontro per la comunità tanguèra, dove si potrà condividere con altri, questa passione.

L’associazione cerca anche di sviluppare il forte legame tra la bellezza del tango e quella dei luoghi, in particolare con le ville, i castelli, i giardini, i saloni di Varese e della sua provincia, che potrebbero portare alla nascita di un tango, aperto sia alla cittadinanza sia ai turisti che passano nell’area di Varese.

La storia della Casa Museo Pogliaghi è strettamente legata a quella del suo proprietario e ideatore Ludovico Pogliaghi (Milano 1857 – Varese 1950), che la fece costruire e dove lavorò alle sue opere.

Figlio dell’ingegnere ferroviario Giuseppe Pogliaghi e di Luigia Merli, entrambi appartenenti a ricche e distinte famiglie della borghesia milanese.

Studiò prima al Liceo Parini di Milano per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove uno dei suoi professori fu Giuseppe Bertini.

Divenne poi pittore, scultore, architetto e anche scenografo, caratterizzando le sue opere da fantasia, facilità di esecuzione, ordine e profonda dedizione, mentre ai dipinti giovanili a carattere religioso e storico si affiancarono in poco tempo anche la produzione scultoria, il restauro e la decorazione di nobili dimore, oltre anche alla grafica, alla glittica, all’oreficeria e all’arte vetraria.

Pogliaghi fu anche insegnante d’ornato a Brera dal 1891 ed ebbe molte commissioni di rilievo, come la Madonna fra Santi (1878) per la chiesa parrocchiale di Solzago (Co) e la Natività della Vergine per la chiesa di San Donnino a Como nel 1885, oltre alla pubblicazione delle Illustrazioni per la Storia d’Italia edite dalla Casa Treves di Milano, le collaborazioni per l’arredamento del Museo Poldi Pezzoli e la decorazione di Palazzo Turati a Milano.

Dei lavori dell’artista milanese bisognerebbe ricordare le pitture compiute nel salone centrale del Castello del Valentino a Torino, i cartoni per i mosaici delle lunette del Famedio milanese (1887) e della cappella mortuaria di Giuseppe Verdi e i lavori eseguiti nella Cappella Cybo del Duomo di Genova.

Come scultore Pogliaghi lavorò al sepolcro di Quintino Sella a Oropa (1892), il Crocifisso per l’altar maggiore del Duomo di Milano (1926), il gruppo colossale della Concordia nel monumento a Vittorio Emanuele II a Roma, il tabernacolo di bronzo nella Basilica di San Vittore a Varese (1929), la tomba di Camillo e Arrigo Boito a Milano (1927), il sepolcro di Ludovico Antonio Muratori a Modena (1930), le porte del tabernacolo, un Crocifisso in argento e sei statue di bronzo per l’altare maggiore del Duomo di Pisa.

Il suo lavoro più noto, rimane la porta centrale del Duomo di Milano, cui si dedicò alacremente dal 1894 al 1908 nella sua casa al Sacro Monte di Varese, dove è conservato il calco in gesso originale.

Conteso tra gli ultimi aneliti del tardo Romanticismo e qualche timida apertura alla sensualità Liberty, Pogliaghi rimase escluso dai movimenti rivoluzionari e dalle avanguardie che tra fine Ottocento e la metà del Novecento cambiarono l’arte europea. Alla produzione artistica affiancò un’intensa ed eclettica attività collezionistica, come dimostra la sua casa al Sacro Monte di Varese, una Wunderkammer tardo ottocentesca, dove si spense a 93 anni.

Mentre stava lavorando al restauro delle cappelle del Sacro Monte di Varese, Pogliaghi rimase affascinato dalla tranquillità e dalla bellezza di quei luoghi e dal 1885 comprò vari terreni attigui, dove fece costruire la villa in cui lo scultore lavorò quotidianamente e alacremente fino alla morte, avvenuta nel 1950.

L’abitazione era un laboratorio-museo dedicato al ritiro, allo studio e all’esposizione del frutto della sua passione collezionistica, che riflette il gusto eclettico dell’epoca e l’interesse dello scultore per tutte le forme d’arte, con sale ispirate ai diversi stili architettonici e un giardino all’italiana pieno di antichità e oggetti curiosi.

La villa venne donata da Pogliaghi alla Santa Sede nel 1937 e ancora oggi di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, venne aperta come museo dal 1974, per poi chiudere negli anni Novanta del Novecento e riaprire al pubblico, dopo un restauro ventennale, nel maggio del 2014.

Casa Museo Lodovico Pogliaghi

Ingresso dal Viale delle Cappelle

Località Santa Maria del Monte

Telefono: 3288377206 oppure 3895726464

Contributo serata: 15 €

Visita guidata al Museo in piccoli gruppi (primo gruppo ore 20:30, secondo gruppo 21:00).

Milonga a partire dalle 21:30 fino alle 1:30.

Sito manifestazione: www.tangosocialclub.it

Pubblicato su http://www.labissa.com

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