Pinocchio al Chiostro di Voltorre

 

Il Chiostro di Voltorre, a Gavirate, sul lago di Varese, con la sua storia e la sua massiccia presenza mi viene incontro in una giornata di sole, con ancora la neve a far da cornice sul prato antistante.

Non ci sono mai stata e la sorpresa fa parte di quegli attimi in cui si prende visione del posto, guardandolo con occhi attenti e curiosi.

Sono arrivata sin qui per vedere la mostra di Pinocchio dell’artista Ettore Antonini, un evento che devo dire mi ha interessato da subito, sia per l’oggetto delle opere che per la location che le ospita.

Carla Tocchetti, padrona di casa e curatrice della mostra, mi accoglie con un sorriso e un entusiasmo disarmante.  Il chiostro toglie il fiato per la bellezza, la maestosità, la storia, il tempo che trasuda dalle spesse mura, dalle travi in legno, dalle finestre interne.

L’antico camino ora spento quali storie potrebbe raccontare?

Pinocchio, burattino amico di tutti, è ritratto da Ettore Antonini con tratti e colori decisi, ogni spazio è pieno di colore, vivo, le espressioni dei volti raccontano le emozioni e i sentimenti dei personaggi.

Oserei dire che parlano, quasi senza necessità della parola.

Collodi, di cui festeggiamo i 190 anni dalla nascita, sarebbe sicuramente contento di quest’interpretazione così vivace e colorata che dona nuova vita ai suoi personaggi.

E il contrasto tra la maestosità della location e i vivaci colori delle opere esposte, da ancor maggior risalto ai personaggi che sembrano quasi voler uscire dalla loro cornice per ridere o scherzare con i visitatori.

Un Geppetto con gli occhiali rotondi, un Mangiafuoco dalla lunga barba, il carrozzone che porta al Paese dei Balocchi, la balena pronta a farsi un boccone del nostro burattino, la fata turchina, il grillo parlante, tutto un mondo di fiaba che mi accoglie e per qualche minuto mi fa sognare.

Cento sono le opere esposte, illustrazioni anche di un libro che ne conserverà la memoria, ma credo che il ricordo migliore sarà quello che lascerà nei visitatori che avranno la fortuna di apprezzarla e perché no, di tornare un po’ bambini per qualche ora.

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