A Santa Maria Maggiore si risveglia la primavera

Venerdì 3 marzo per Missione Sant’Albino, a Santa Maria Maggiore, decine di bimbi cercheranno di far rivivere la stagione più verde dell’anno risvegliando la primavera, anche se non darà molto difficile dopo un inverno abbastanza dolce.

Come ogni anno, la valle piemontese tra Lago Maggiore e Svizzera si prepara a questo irrinunciabile appuntamento con una festa intrisa di folclore e tradizione.

Infatti, nella Val Vigezzo il giorno dedicato a Sant’Albino, è festeggiato, tra le vie del capoluogo di Santa Maria Maggiore, con il suono di campanacci di mucche e pecore per risvegliare la primavera dopo il rigore invernale, come un tributo alle tradizioni popolari di un tempo, in cui la natura e i suoi cicli erano parte integrante della vita quotidiana dei valligiani.

La Chiesa ricorda ben tredici santi che portano il nome di Albino e tre di essi sono celebrati il 1 marzo, Albino martire venerato a Colonia, Albino vescovo di Angers e Albino vescovo di Vercelli. 

Di Albino di Colonia si sa solo che fu un martire in Germania.

Nato verso il 469 a Vannes da nobile famiglia, l’Albino francese fu abate nel convento di Tincillac (o Cincillac), oggi identificata con Nostra Signora di Nantilly a Samour o a Théhillac, presso Guérande.

Per circa venticinque anni Albino resse l’abbazia, e la fama delle sue virtù fu così grande, che nel 529 fu eletto, per desiderio popolare, vescovo di Angers.

Il nuovo vescovo si batté contro i matrimoni incestuosi, frequenti tra i nobili, partecipando attivamente ai Concili d’Orléans del 538 e del 541, mentre si fece rappresentare dall’abate Sapaudo in quello del 549.

Morì il 1 marzo 550 ad Angers e fu sepolto nella chiesa di St. Pierre d’Angers, per poi diventare uno dei santi più popolari del Medio Evo in Germania, in Inghilterra e in Polonia.

L’Albino di Vercelli si trova nel catalogo episcopale della città di Vercelli al quinto posto dopo Sant’Eusebio, fondatore della diocesi e divenne vescovo nel 452, quando le orde barbariche dei Goti di Alarico e degli Unni di Attila, attraversarono e devastarono la città, per essere in seguito sconfitti dal generale Ezio. 

Il vescovo fece ricostruire la cattedrale di Vercelli, distrutta dall’invasione degli Unni,  che era stata edificata su iniziativa dell’imperatore Teodosio il Grande (379-393) e che aveva sostituito la piccola basilica nella zona cimiteriale, fondata da Sant’Eusebio, sulla tomba del martire San Teonesto, presso la quale il primo vescovo volle essere sepolto.

Di lui non si sa altro, ma il suo culto in Piemonte è antichissimo.

Venerdì 3 marzo 100 bambini di Santa Maria Maggiore percorreranno le vie del paese lungo un percorso decisamente rumoroso, con le teste decorate e i campanacci degli animali in mano, partendo alle 9:30 da Piazza Risorgimento.

Ci saranno vere e proprie gare sonore per decretare il più bravo a risvegliare la bella stagione, inoltre i commercianti di Santa Maria Maggiore sosterranno con alcuni piccoli regali il viaggio dei bambini, che sarà allietato da gustose soste, con torte pane lac, di fiacia (ricche pastafrolle con burro) e i golosi stinchéet, sorta di crêpes dolci da mangiare calde.

Maggiori informazioni sulla manifestazione sono su www.santamariamaggiore.info e https://www.facebook.com/santamariamaggiorepiemonte

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